ASEAN. Il Sud est asiatico considera Huawei per il 5G

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I 10 paesi membri dell’Asean avrebbero preso in considerazione l’uso dei prodotti Huawei, pur essendo a conoscenza di potenziali problemi di sicurezza informatica.

L’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, Asean, vede il 5G di nuova generazione come una novità per il commercio elettronico, la fintech e gli sviluppi delle smart city, e potrebbe utilizzare il produttore cinese di telecomunicazioni come fornitore, anche se gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’azienda, riporta il South China Morning Post 

I 10 paesi del gruppo Asean, che hanno diversi gradi di ricchezza e sviluppo, hanno piani nazionali diversi su quando introdurre le reti 5G e con quali fornitori impegnarsi. Quest’anno, Singapore prevede di avere il 5G in funzione, mentre la Malesia è destinata ad assegnare bande di frequenza radio ai fornitori di servizi 5G. Gli operatori di telefonia mobile in Vietnam e Cambogia stanno lavorando con i fornitori di apparecchiature sulle infrastrutture necessarie, che dovrebbero offrire velocità di Internet fino a 50 volte più veloci degli attuali sistemi 4G. La Thailandia, il Vietnam e le Filippine saranno in ritardo rispetto agli altri partner Asean, secondo uno studio A.T. Kearney, ripreso da Scmp, dello scorso anno. 

Nel 2019 gli Stati Uniti hanno messo Huawei nella lista nera del commercio, citando le preoccupazioni per la sicurezza nazionale, e il governo statunitense ha limitato pesantemente le vendite di parti prodotte negli Stati Uniti alla società cinese.

Washington aveva pianificato di rafforzare i legami con il blocco Asean in occasione di un summit a Las Vegas questo mese, con argomenti all’ordine del giorno che includevano la sicurezza informatica. Ma l’incontro previsto è stato annullato, secondo fonti diplomatiche, a causa dell’epidemia di coronavirus. Gli Stati Uniti non hanno fatto pressioni su Asean perché non usasse la tecnologia di Huawei, in contrasto con l’intensa attività di lobby di Washington in tutta Europa, e nonostante il Sudest asiatico abbia un ruolo critico nella strategia geopolitica indopacifica di Trump, contro la Cina.

Luigi Medici