Tensione Cina-ASEAN

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CINA – Pechino 12/03/2015. La Cina ha manifestato il suo disappunto l’11 marzo nei confronti del segretario generale Asean, l’ex diplomatico vietnamita Le Luong Minh, per i commenti fatti sulla questione del Mar Cinese Meridionale, rigettando le richieste cinesi.

Le Luong Minh aveva detto a Manila, la settimana scorsa, che l’Asean era contraria alla politica della Cina di usare una “linea tratteggiata” per affermare la propria sovranità su una miriade di isolotti e di scogli presenti in mare. L’integrazione economica dell’Asean potrebbe anche essere influenzata da «qualsiasi ostilità o conflitto» che potrebbe venirne fuori, aveva aggiunto. Il Vietnam, occorre aggiungere, ha più volte lamentato l’aggressività politica cinese in merito alle questioni marine. La Cina sostiene che circa il 90 per cento del Mar Cinese Meridionale le appartenga, mostrando la sua visione sulle mappe ufficiali con una linea di nove trattini che si estende in profondità nel cuore marittimo del sud-est asiatico. Vietnam, Filippine, Malaysia, Brunei e Taiwan hanno fatto analoghe rivendicazioni su parte delle stesse acque potenzialmente ricche di riserve energetiche e che sono attraversate dalle rotte principali di navigazione globale.
Al segretario Asean ha risposto, l’11 marzo, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hong Lei: la Cina ha sempre sostenuto l’integrazione economica dell’Asean, ma ha ricordato che l’Asean non entra nella controversia sul Mar Cinese Meridionale. «Le Luong Minh è il segretario generale dell’Asean, e sulla questione del Mar Cinese Meridionale ha più volte fatto dichiarazioni di parte che non rientrano nei fatti né sono adatte alla sua posizione (…) Questa è una grave deviazione dalla posizione neutrale dell’Asean che il suo segretario generale dovrebbe tenere sulla questione e così facendo danneggia l’immagine dell’Asean in quanto organizzazione internazionale regionale», ha poi aggiunto Hong. Il segretario generale dovrebbe garantire che l’Asean mantenga la sua neutralità e non «usare un incarico pubblico per un guadagno privato», ha poi aggiunto il portavoce. Non è ancora stato chiarito il motivo per cui Pechino abbia aspettato così tanto tempo per rispondere alle osservazioni del segretario generale Asean fatto la settimana precedente.