ARTICO. Mosca vara nuovi rompighiaccio nucleari

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Il 25 maggio, la Russia ha varato un rompighiaccio a propulsione nucleare, parte di un ambizioso programma per rinnovare ed espandere la propria flotta di navi al fine di migliorare la propria capacità di sfruttare il potenziale commerciale dell’Artico.

La nave, riporta Reuters, battezzata Ural, è entrata in mare da un cantiere di San Pietroburgo, fa parte di un trio che, una volta completato, sarà il più grande e potente rompighiaccio del mondo. La Russia sta costruendo nuove infrastrutture e revisionando i suoi porti, poiché, in un clima più caldo, si prepara ad aumentare il traffico attraverso quella che chiama la Northern Sea Route, Nsr, che prevede di poter navigare tutto l’anno.

L’Ural dovrebbe entrare in servizio nel 2022 una volta consegnato all’ente statale russo per l’energia nucleare Rosatom, dopo l’entrata in servizio degli altri due rompighiaccio della stessa serie, Arktika (Artico) e Sibir (Siberia). Progettato per avere un equipaggio di 75 persone, l’Ural sarà in grado di tagliare il ghiaccio fino a circa 3 metri di spessore.

Il presidente russo Vladimir Putin aveva detto lo scorso aprile che la Russia stava intensificando la costruzione di rompighiaccio con l’obiettivo di incrementare significativamente il traffico merci lungo la costa artica.

La nuova unità fa parte di una spinta per rafforzare la presenza di Mosca nell’Alto Nord, in lotta per il predominio con i tradizionali rivali Canada, Stati Uniti e Norvegia, così come con la nuova arrivata Cina. Entro il 2035, Putin ha detto che la flotta artica russa avrebbe avuto in  linea  almeno 13 rompighiaccio pesanti, nove dei quali sarebbero stati alimentati da reattori nucleari.

L’Artico detiene riserve di petrolio e gas equivalenti a 412 miliardi di barili di petrolio, circa il 22 per cento del petrolio e del gas non scoperto nel mondo, secondo le stime dell’U.S. Geological Survey. Mosca spera che la rotta che va da Murmansk allo stretto di Bering vicino all’Alaska possa decollare perché riduce i tempi di trasporto marittimo dall’Asia all’Europa.

Anna Lotti