ARMENIA. Putin non si congratula con Pashinyan

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Sui media armeni si parla più che dei risultati delle elezioni dello scorso 10 dicembre, delle mancate, per ora, congratulazioni di Putin a Pashinyan.

Secondo quanto riporta il quotidiano armeno Irates, il nuovo governo di Nikol Pashinyan, legittimato dalla vittoria nelle elezioni, non è certo tra i migliori contatti del regime di Mosca. I mass media russi riportavano interviste a Robert Kocharyan nel tentativo di legittimare l’opposizione in Armenia, nel timore che l’esempio armeno possa essere seguito nella regione. 

Kocharyan è l’ex presidente armeno. Il 26 luglio 2018 il Servizio investigativo speciale dell’Armenia ha accusato Kocharian di voler «rovesciare l’ordine costituzionale dell’Armenia» durante le ultime settimane del suo governo. Il 27 luglio 2018 è stato quindi arrestato. Il 13 agosto 2018 Kocharyan è stato liberato, ma è rimasto indagato per gli stessi capi di accusa che logorarono dietro le sbarre. Il 7 dicembre 2018 Kocharyan è stato nuovamente arrestato a seguito di un’altra sentenza della Corte d’Appello, mentre Mosca lo sponsorizza apertamente.

L’esempio armeno è stato al centro delle manifestazioni in diversi paesi, anche in Russia, in cui i manifestanti hanno lanciato slogan tipo: “Vogliamo essere come l’Armenia.” Per prevenire la creazione di un fronte anti-armeno della piattaforma eurasiatica, Nikol Pashinyan ha annunciato mesi fa che l’Armenia non avrebbe cambiato indirizzo in politica estera e sarebbe rimasta fedele ai suoi impegni. Pashinyan, però, non sembra aver ottenuto la fiducia nello spazio geopolitico eurasiatico e, nel contempo avrebbe perso la fiducia dell’Occidente, vista la mancanza di cambiamenti radicali. Se tra il 10 e l’11 dicembre, Nikol Pashinyan ha ricevuto le congratulazioni  di Ue, Dipartimento di Stato Usa, Germania e Gran Bretagna, Georgia, Iran, l’intero spazio eurasiatico che fa capo a Mosca continua a tacere. 

La domanda sulle congratulazioni di Vladimir Putin assieme al senso vero e reale della sovranità armena restano l’elemento principale al centro del dibattito dei media. L’Armenia ricorda ancora infatti che Putin è stato il primo a congratularsi con Serzh Sargsyan per la sua vittoria anche in assenza di dati ufficiali, perché, prosegue Irates, il governo di Serzh Sargsyan era ritenuto responsabile da Mosca mentre nel caso di Nikol Pashinyan tutto è incerto e sconosciuto. 

Il fatto poi che il 6 dicembre, Pashinyan non avrebbe accettato il patto tra Nazarbaev-Lukashenko sulla nomina del nuovo Segretario generale della Csto, e, il 7 dicembre, Robert Kocharyan è stato di nuovo stato arrestato, così come per l’ex ministro della Difesa Mikael Harutyunyan, residente a Mosca, e quindi non arrestabile dalle autorità dell’Armenia, non facilitano certo i rapporti tra Yerevan e Mosca. 

Anna Lotti