ARMENIA. Più spese sociali e meno Difesa nel bilancio 2020

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Il primo Ministro Nikol Pashinian ha dato un’immagine ottimistica della situazione economica in Armenia il 6 dicembre, quando l’Assemblea Nazionale ha approvato il bilancio del suo governo per il prossimo anno, chiedendo un ulteriore notevole aumento della spesa pubblica e del gettito fiscale.

«Stiamo andando bene», ha detto Pashinian in mezzo a forti critiche dell’opposizione alla spesa approvata con 69 voti contro 37. Il bilancio impegna il governo a spendere 1.88 trilioni di dram, pari a quasi 4 miliardi di dollari, in crescita del 14% rispetto alle spese previste per quest’anno.

In particolare, la spesa per i programmi sociali dovrebbe aumentare del 10%, raggiungendo i 489 miliardi di dram. Il bilancio richiede un aumento più netto dei fondi governativi destinati all’istruzione e alla sanità. Si prevede che il totale sarà rispettivamente di 163 miliardi e 111 miliardi di dram.

Al contrario, il bilancio della Difesa sarà praticamente piatto nel 2020 a poco più di 301 miliardi di dram, fatto contestato dai politici dell’opposizione. Il governo si è impegnato a rafforzare l’esercito attraverso una governance più efficiente e la sua continua lotta alla corruzione: «Dal maggio 2018 l’Armenia ha acquisito, per il recente passato, quantità senza precedenti di armi e munizioni», ha detto Pashinian senza svelare la natura delle acquisizioni.

Le entrate statali dell’Armenia dovrebbero crescere e raggiungere quasi 1,7 trilioni di dram. Secondo il ministro delle Finanze Atom Janjughazian, questo dovrebbe tradursi in un deficit di bilancio equivalente al 2,6% del Pil; il governo aveva previsto un rapporto deficit/Pil leggermente inferiore per il 2019.

Questi obiettivi di bilancio si basano sull’ipotesi che l’economia armena si espanderà almeno del 4,9% l’anno prossimo. I funzionari governativi affermano che la crescita economica potrebbe essere più rapida, sostenendo che nei primi nove mesi di quest’anno è salita al 7,5%.

Pashinian ha dichiarato che l’Armenia è ora l’economia in più rapida crescita nell’ex Unione Sovietica. Citando una serie di dati macroeconomici, ha detto: «Tutto questo dimostra che faremo ancora meglio».

I due partiti di opposizione rappresentati nel parlamento armeno hanno riaffermato, tuttavia, la loro valutazione negativa delle politiche economiche del governo e del bilancio proposto in particolare. Hanno insistito sul fatto che Pashinian non è riuscito a lanciare una “rivoluzione economica” nel Paese, come aveva promesso dopo essere salito al potere nel maggio 2018.

Anna Lotti