La peggior sconfitta per il kirchnerismo

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ARGENTINA – Buenos Aires 14/08/2013. Le primarie di domenica 11 agosto in Argentina sono state il risultato elettorale peggiore per il dal 2003: quasi trenta punti percentuali al di sotto del 54% ottenuto da Cristina Fernandez nel 2011, afferma Rosendo Fraga, storico argentino e analista politico su Mercopress.

«Non c’è alcun modo in cui il governo possa tornare al 54% del 2011, con tre su quattro voti all’opposizione», afferma Fraga.

Nella storia democratica argentina recente, Fraga ricorda che nel 1987, nelle elezioni di medio termine, l’allora presidente Raul Alfonsin fu sconfitto con il 38% dei voti, mentre i peronisti ottennero il 43%.

Dieci anni più tardi, con il presidente Carlos Menem, il peronismo ha perso le elezioni legislative di medio termine. L’Alleanza, opposizione, ebbe il 45% e il 36% i peronisti. Due anni più tardi, Fernando de la Rúa, con il sostegno dell’Alleanza divenne presidente.

Quattro anni fa, nel 2009, il kirchnerismo ha perso le elezioni di medio termine, nella provincia di Buenos Aires, di due punti percentuali e ha ottenuto a livello nazionale il 31% dei voti. Fraga sottolinea che nelle recenti primarie, anche con una opposizione molto divisa, tre su quattro voti non sono andati a Cristina Fernandez e al suo modello di sviluppo; nella provincia cruciale Buenos Aires, che decide ogni elezione nazionale, il sindaco Sergio Massa ha vinto ed è pronto a disputare la leadership alla Fernandez.

Nella città di Buenos Aires, il Fronte della presidente Cristina Fernandez è arrivato al terzo posto. Qualcosa di simile è accaduto negli altri principali distretti elettorali, Santa Fe, Cordoba e Mendoza, dove l’ex vice-presidente Julio Cobos ha fatto una rimonta spettacolare e ha ottenuto una maggioranza superiore al previsto.

Allo stesso modo nelle province di Chubut, San Juan, La Rioja, Jujuy, a Santa Cruz, la provincia che ha lanciato i Kirchner, e a Catamarca, Corrientes e San Luis: il Fronte ha perso quasi venti punti percentuali a Tucuman. Infine, afferma Fraga, il governo deve prendere atto dei risultati di domenica e modificare le sue politiche che non hanno più il sostegno del popolo.