Macri presidente, chiama all’unità

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ARGENTINA – Buenos Aires 11/12/2015. Mauricio Macri il 9 dicembre ha prestato giuramento come nuovo presidente dell’Argentina in una cerimonia inusuale segnata dall’assenza del suo predecessore, Cristina Fernandez.

Macri, 56 anni, ha subito lanciato un appello all’unità tra gli argentini: «Grazie per essere qui con noi. Dobbiamo andare avanti insieme, tutti insieme stiamo costruendo questa Argentina», ha detto Macri da uno dei balconi della Casa Rosada, sede del governo, davanti a una folla enorme riuniti a Plaza de Mayo, riporta Laht. Pochi minuti prima, all’interno del palazzo, Macri aveva ricevuto i simboli della carica presidenziale, nodo dell’ultimo insolito scontro scoppiato con Cristina Fernandez qualche giorno prima. La polemica che cha portato la Fernandez a non partecipare alla cerimonia scoppia dopo che la magistratura aveva stabilito che il suo mandato sarebbe finito alla mezzanotte del 9 dicnebre, lasciandola senza l’autorità di decidere i dettagli del trasferimento di poteri. La sentenza aveva portato a una situazione senza precedenti: una presidenza provvisoria di meno di 12 ore tra la fine del mandato di Fernandez e l’inizio di quello di Macri esercitata dal presidente del Senato Federico Pinedo, che alla fine ha lasciato le insegne al nuovo prescindete. Una grande folla per le strade della capitale ha salutato il presidente Macri al suo passaggio, scortato da una unità montata di Granatieri, verso il Congresso, dove ha giurato di esercitare le sue funzioni di presidente «con lealtà e onestà» per i prossimi quattro anni. Al Congresso, MACRI ha tenuto il suo primo discorso; non ci sono stati fischi, però, Macri è stato interrotto più volte dagli applausi durante il suo discorso di 25 minuti in cui non ha fatto riferimento a misure concrete, limitandosi a ripetere le sue promesse elettorali: il raggiungimento di un tasso di povertà pari a zero, la lotta contro il traffico di droga e la corruzione. Per questo ha inviato a lavorare insieme, mettendo da parte lo scontro: «Chiedo a tutti di imparare l’arte di andare d’accordo (…) voglio essere il presidente dell’integrazione e della cooperazione tra i diversi partiti, il presidente di un’Argentina unita che lavora, in piedi». Alla cerimonia erano presenti quasi 50 delegazioni straniere, tra cui il re emerito Juan Carlos di Spagna e i presidenti Michelle Bachelet del Cile, Rafael Correa dell’Ecuador, Juan Manuel Santos della Colombia, Evo Morales della Bolivia, Dilma Rousseff del Brasile, Tabare Vazquez dell’Uruguay, Ollanta Humala del Perù e Horacio Cartes del Paraguay.