Il rap contro il lavoro minorile in Argentina

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ARGENTINA – Buenos Aires 21/07/2016. Il rapper argentino Pablo Javier Carballo si esibisce nella linea D della metropolitana di Buenos Aires: denuncia così lo sfruttamento del lavoro minorile. 

Diretto e senza mezzi termini il suo rap vuole coinvolgere gli utenti della metropolitana di Buenos Aires nella lotta contro il lavoro minorile assai radicato in America Latina.

Carballo si esibisce con il solo ausilio di un microfono e un piccolo altoparlante, suscitando l’interesse dei viaggiatori, riporta il quotidiano Listín Diario. Il musicista trentaquattrenne difende così gli interessi dei bambini costretti e vendere mercanzie sulla linea D della metropolitana di Buenos Aires, quella che collega la parte settentrionale della capitale con il centro della città, la più importante per lo shopping. L’artista di strada argentino ha l’obiettivo di creare consapevolezza «nella società che questa situazione non può più essere consentita passivamente». Lo stesso Carballo ha sofferto l’orrore dello sfruttamento dei minori, incapaci di difendersi; per questo dopo aver denunciato più volte la cosa alla polizia e ai magistrati, ha pensato che la sua musica fosse l’unico strumento per iniziare a combattere. La sua lotta nasce dalle sue diverse vite da cui tra sensazioni ed emozioni: un giovane uomo senza famiglia; un uomo sposato e proprietario di diverse fabbriche e il sopravvissuto al cancro del colon. Nel farlo Carballo si è fatto numerosi nemici, soprattutto tra le bande che gestiscono la rete dei minori. Il rapper va ogni giorno sulla metro per due o tre ore e quello che raccoglie con le offerte lo dona alle organizzazioni che aiutano i bambini. Carballo dice in una intervista rilasciata a Efe: «Ho i buchi nelle scarpe, in realtà sto vivendo alla pari con quello che sto sostenendo, pruno avendone bisogno», il rapper ha lasciato altre attività musicali per dedicarsi al 100% nella lotta contro lo sfruttamento dei minori partendo dal basso, portando a conoscenza la cittadinanza un problema che colpisce nella sola Argentina il 7% dei bambini di età compresa tra 5 a 15 anni, secondo le ultime misurazioni pubblicati da Unicef. Ora, con la sua azione, porta avanti la sua ong “Mirame a la cara“, che unisce psicologi, avvocati e docenti nel progetto. Carballo ha già ricevuto altre proposte musicale, ma, per il momento, dice che la sua missione è diversa e non intende smettere di fare quello che fa.