Arafat avvelenato col polonio

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SVIZZERA – Losanna 14/10/2013. Yasser Arafat è stato avvelenato. Il rapporto di una delle più importanti riviste mediche, The Lancet, sostiene che il leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, sarebbe morto per avvelenamento da polonio radioattivo.

La ricerca è stata seguita da alcuni scienziati svizzeri dell’Institut de Radiophysique  di Losanna che hanno rilevato l’elemento radioattivo nel sangue, nelle urine e nella saliva, ma anche nei vestiti e nello spazzolino da denti di Arafat. 

Sulla base di un primo rapporto degli scienziati svizzeri era stata aperta una indagine sulla morte per avvelenamento e a novembre 2012 il tribunale di Parigi aveva autorizzato la riesumazione del corpo. Un gruppo di scienziati russi completerà lo studio dei resti entro la fine dell’anno. 

Il leader palestinese è morto nel 2004 all’età di 75 anni nell’Hôpital d’instruction des armées Percy,  ospedale militare di Parigi. Dal 1996 alla sua morte era stato Presidente indiscusso dell’Autorità Nazionale Palestinese Anp, fondatore di al-Fath, organizzazione che aveva l’obiettivo di creare uno Stato palestinese indipendente, confluita poi nell’Organizzazione per la liberazione della Palestina Olp, era un personaggio scomodo per molti versi e potevano essere molti i nemici, interni ed esterni, a volerne la morte. La sua scomparsa ha comunque creato, se ce ne fosse mai stato bisogno, una più situazione instabile e complicata per il suo popolo che ancora oggi attende di vedere riconosciuto il suo diritto di esistere, di avere uno Stato e un territorio.