La crisi della Saudi Oger

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ARABIA SAUDITA – Riad 09/09/2016. Il governo saudita si è ritirato dai colloqui per il salvataggio del colosso delle costruzioni Saudi Oger. La Oger, riporta Arabian Business, ora dovrebbe affrontare una grossa ristrutturazione del debito per scongiurare il collasso.

La Oger, di proprietà della famiglia dell’ex primo ministro libanese Saad Hariri, era uno dei due mega-appaltatori incaricati della realizzazione delle infrastrutture e dei grandi progetti del regno saudita, dalla difesa alle scuole, agli ospedali.
Il calo dei prezzi del petrolio da metà del 2014, e i conseguenti forti tagli alla spesa hanno pesato sul settore edilizio e in particolare Oger, date le sue dimensioni e la dipendenza da contratti governativi.
Il governo deve a Oger circa 30 miliardi di riyal per il lavoro che ha portato a termine; questo enorme arretrato dei pagamenti ha messo Oger in crisi avendo 15 miliardi di riyal di prestiti, debiti nei confronti di appaltatori e fornitori, e 2,5 miliardi di riyal ai lavoratori e per il sistema pensionistico. Un crollo di Oger potrebbe innescare un’ondata di default vista la sua enorme rete di subappaltatori e fornitori, che sono anche i creditori Oger; l’arretrato verso i lavoratori tocca quelli provenienti dall’Asia meridionale, molti dei quali sono stati lasciati nei campi nel deserto molti dei quali hanno smesso di ricevere cibo, elettricità, manutenzione e assistenza medica dalla società. Oger ha avuto stretti legami con le autorità saudite dal 1978 dalla famiglia Hariri le cuoi liaison politiche con la famiglia reale saudita l’hanno posizionata al vertice del settore saudita delle costruzioni pubbliche insieme con la Saudi Binladin Group.
Il calo del prezzo del petrolio ha cambiato tutto, ritardando l’attuazione dei progetti e i pagamenti, causando anche al Binladin Group gravi difficoltà finanziarie.
In totale, Oger è creditore di 10 miliardi di riyal, di cui il governo ha già approvato il pagamento e più di 20 miliardi di riyal per il lavoro compiuto e fatturato allo stato. I colloqui tra l’azienda e le autorità saudite per trovare una soluzione ai problemi finanziari sono iniziati quest’anno, anche se non è nota la data di inizio. Sono state scarpe le opzioni di acquisto del governo, vendita del patrimonio immobiliare, partecipazione in Oger per Nesma, un’altra impresa di costruzioni saudita. ma all’improvviso alla vigilia del Ramadan, il governo, riporta il giornale, si è ritirato dai colloqui. Il rapporto tra Riad e gli Hariri, così come tra il regno e il Libano, non è più così caldo come prima: lo stallo politico in Libano, che ha permesso ad Hezbollah, vicina all’Iran e nemica di Riad, di avere più spazio, potrebbe avere avuto il suo peso. I creditori sono sempre più in ansia però. Gran parte del debito bancario di Oger è detenuto da banche saudite, anche se sono esposte banche libanesi, del Golfo e internazionali, per lo più attraverso un prestito di 1,03 miliardi di dollari, in scadenza nel prossimo mese di febbraio.