Record di giustiziati in Arabia Saudita

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ARABIA SAUDITA – Riad 29/10/2015. Con la condanna a morte eseguita il 29 ottobre l’Arabia Saudita ha giustiziato il suo 141° prigioniero condannato a morte, nel 2015.

Il condannato del 29 ottobre era colpevole di omicidio. Abdulrahman al-Asmari è stato giustiziato nella città de la Mecca in seguito alla sua condanna per aver ucciso un collega saudita, riporta il ministero degli Interni ha detto. Asmari aveva accoltellato la vittima più volte dopo una lite, riprova il comunicato del ministero.
La sua esecuzione era la quarta condanna a morte eseguita in tre giorni. Il 28 ottobre uno yemenita era stato giustiziato per aver ucciso un saudita, e poi un pakistano che aveva ucciso una coppia indonesiana, e il 27 ottobre era stata la volta di un trafficante di droga pakistano. Secondo quanto riportato da Naharnet.com, i loro casi hanno portato a 141 il numero delle condanne, sia di sauditi che di stranieri, eseguite nel regno islamico nel 2015, a fronte delle 87 nel 2014. Le esecuzioni saudite sono di solito effettuate attraverso la decapitazione con la spada, ritenuta in deterrente dal ministero saudita. Amnesty International ha sollevato una serie di dubbi sull’equità dei processi nel regno saudita. Amnesty afferma che l’Arabia Saudita ha il terzo più alto numero al mondo di esecuzioni nel 2014, molto indietro sono Cina e Iran, e davanti a Riad ci sono Iraq e Stati Uniti. Il rigoroso codice giuridico saudita prevede che l’omicidio, il traffico di droga, la rapina a mano armata, lo stupro e l’apostasia siano tutti punibili con la morte.