ARABIA SAUDITA. Re Salman dice no a Trump su Israele: prima va risolta la questione palestinese

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L’Arabia Saudita è ansiosa di raggiungere una soluzione equa e permanente alla questione palestinese, ha detto il re Salman al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una telefonata, aggiungendo che ha apprezzato lo sforzo di Washington per sostenere la pace. La telefonata è arrivata meno di un mese dopo un controverso accordo di normalizzazione tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, noto come gli Accordi di Abramo, e un tour regionale del Segretario di Stato americano Mike Pompeo per fare pressione sugli altri Paesi arabi affinché seguano il suo esempio.

L’Arabia Saudita ha detto che non seguirà gli Emirati Arabi Uniti fino a quando Israele non avrà firmato un accordo di pace internazionalmente riconosciuto con i palestinesi, riporta Memo. Re Salman ha affermato domenica scorsa la «volontà del regno di raggiungere una soluzione duratura ed equa alla causa palestinese per portare la pace», ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale saudita.

Gli Emirati Arabi Uniti sono il primo Stato del Golfo e la terza nazione araba ad avere relazioni diplomatiche complete con Israele dopo l’Egitto e la Giordania. Nonostante le notizie secondo cui l’accordo ha bloccato il controverso piano di Israele di annessione di parti della Cisgiordania, il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l’impegno del suo governo ad andare avanti con i piani di annessione. I gruppi palestinesi hanno denunciato l’accordo, dicendo che non fa nulla per servire la causa palestinese e ignora i diritti dei palestinesi, riporta Anadolu.

La settimana scorsa, l’Arabia Saudita ha accettato di consentire i voli degli Emirati Arabi Uniti verso “tutti i paesi” di sorvolare il regno, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato il lancio di voli diretti regolari che collegano gli Emirati Arabi Uniti con Israele. L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo che il primo volo commerciale diretto da Tel Aviv ad Abu Dhabi è passato attraverso lo spazio aereo saudita.

La decisione di Riyadh è vista come un altro segno concreto della cooperazione dell’Arabia Saudita con Israele, anche dopo che ha rifiutato pubblicamente di seguire la mossa degli Emirati Arabi Uniti.

Graziella Giangiulio