ARABIA SAUDITA. Pronti a costruire le nostre atomiche, se lo fa l’Iran

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Elogiando gli Stati Uniti per aver abbandonato il nucleare iraniano, il ministro degli Esteri saudita ha minacciato che il regno costruirà le sue bombe nucleari, se la Repubblica islamica sviluppasse un programma di armi atomiche. «Abbiamo detto molto chiaramente che se l’Iran acquisirà una capacità nucleare faremo tutto il possibile per fare lo stesso», ha detto il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita Adel al-Jubeir alla Cnn. «Sosteniamo e accogliamo con favore il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano, sosteniamo la decisione di ripristinare le sanzioni economiche nei confronti dell’Iran e continuiamo a lavorare con i nostri partner per affrontare le minacce», ha detto Jubeir.

«Credo che se l’Iran riavvierà il suo programma di armi nucleari, al di là di quello attuale, ciò dovrebbe far scattare le disposizioni di “rappresaglia” e indurre tutti gli altri paesi del P5 ad abbandonare l’accordo e a imporre nuovamente sanzioni all’Iran», ha sottolineato Jubeir.

L’Iran afferma di non aver avuto alcun programma di armi nucleari e di non averle sviluppate. La natura pacifica del programma nucleare iraniano è stata ripetutamente confermata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Aiea, riporta Press tv.

L’Arabia Saudita sta attualmente perseguendo un programma nucleare per scopi energetici. Si è parlato tempo fa di un accordo nucleare con gli Stati Uniti che potrebbe spianare la strada al regime saudita per l’arricchimento dell’uranio.

Jubeir ha fatto eco ai commenti del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, il quale, durante una visita negli Stati Uniti a marzo, ha affermato che Riad sarà pronta a sviluppare bombe nucleari se l’Iran lo avesse fatto. Riad insistendo sull’arricchimento dell’uranio con mezzi propri starebbe cercando di mantenere aperta un’opzione per le armi nucleari, secondo Teheran. Ad eccezione dell’Arabia Saudita e di Israele, l’intera comunità internazionale ha stigmatizzato la decisione di Trump di abbandonare l’accordo sul nucleare, salutato come una vittoria della diplomazia internazionale e un pilastro della stabilità regionale.

Tommaso dal Passo