ARABIA SAUDITA. Perché Riad odia al Jazeera?

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L’Arabia Saudita ha messo nel suo ultimatum al Qatar di chiudere Al Jazeera. Come mai? Perché Riad odia il global news channel di Doha? 

La risposta può essere compresa se si vanno a vedere alcuni programmi presenti nel palinsesto dell’emittente come il programma religioso di vedere Se si vuole capire perché molti leader del mondo arabo odiano Al Jazeera, si consideri il programma al-Sharīʿa wa l-ḥayāt , la Sharia e la vita, la cui star è Yusuf al Qaradawi.

Per anni, questo show è stato uno dei più popolari della rete; gli spettatori potevano chiamare e porre le loro domande religiose a Yusuf al-Qaradawi, clerico egiziano e leader spirituale della Fratellanza Musulmana, oggi nuovamente fuorilegge in Egitto.  Prima di Al Jazeera, uno spettacolo come questo sarebbe stato insolito nel mondo arabo, la rete del Qatar ha scommesso offrendo un’ampia gamma di opinioni rispetto alla maggior parte dei media arabi negli anni ha guadagnato un vasto consenso di pubblico, riporta l’indiana Ndtv .

Alla popolarità si sono aggiunti nemici come in Arabia Saudita ed Egitto, paesi che hanno tranciato i rapporti con il Qatar, perché l’ampia portata della stazione ha favorito il rilancio dell’opposizione dei diversi regimi presenti in questi paese. Arabia Saudita, Egitto e Giordania hanno chiuso le redazioni locali di Al Jazeera, Riad ha anche proibito agli hotel di offrire il canale nelle stanze. Ci sono circa 350 milioni di utenti arabi in Medio Oriente. Fino agli anni ’50 e ’60, le stazioni radio cercavano di raggiungere questo gruppo. Negli anni Novanta, la famiglia reale saudita ha iniziato ad acquistare quotidiani arabi e a diffonderli in tutta la regione. Hanno anche sviluppato una stazione satellitare, la Mbc, destinata ad un ampio pubblico, mostrando il potenziale dei media arabi arabi e dimostrando però che l’epoca della censura totale era al tramonto, dato l’elevato potenziale di consumo di notizie di questo bacino. Su questa scia, l’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani, ha creato Al Jazeera nel 1996, offrendo una prospettiva diversa rispetto a quella fornita dai media dell’area saudita.

Per farsi un pubblico, il canale ha prodotto contenuti che fanno riferimento alle persone, alla loro vita, passioni e opinioni. La stazione ha spezzato poi anche le barriere politiche:  ha inviato giornalisti alla Knesset israeliana e ha trasmesso i dibattiti in diretta. Durante la guerra di Gaza del 2008, Al Jazeera aveva più giornalisti in teatro di qualunque altra emittente ed era l’unica stazione con copertura dal vivo; negli anni ha mostrato i nastri di Bin Laden, le opinioni iraniane e ha ospitato notizie Usa anche durante la guerra in Iraq. Nel 2001, è diventata la stazione televisiva araba più guardata per le notizie. Nel 2006, più del 75% degli arabi la definivano la loro fonte di notizie preferita.

Dopo l’11 settembre 2001, gli americani hanno accusato il canale di aver creato un clima di rabbia e paura verso la politica estera degli Stati Uniti. Nel 2012, la Cina ha intrapreso azioni contro Al Jazeera English, canale diverso da Al Jazeera Arabic.

Al Jazeera Arabic si è fatta la nomea di sostenere la Fratellanza Musulmana, perché ospitava personaggi come al Qaradawi.

Doha ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di chiudere l’emittente. 

Lucia Giannini