Riad dice no al Consiglio di Sicurezza Onu

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ARABIA SAUDITA – Riad 19/10/2013. L’Arabia Saudita, chiamata per la prima volta a sedere tra i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, senza diritto di veto, ha respinto la proposta adducendo che il meccanismo utilizzato sia inutile dato che il Consiglio non è in grado di porre fine alle guerre e risolvere i conflitti.

Insieme a Ciad e Nigeria Riad era stata eletta giovedì scorso dall’Assemblea delle Nazioni Unite per un mandato di due anni, ma il Regno sottolinea ancora attraverso il ministro degli esteri che l’inefficacia del Consiglio impedisce allo stesso di operare in maniera corretta; inoltre ha criticato il fatto che si usino misure differenti in base al soggetto in esame, riferendosi chiaramente all’accordo di non intervento riguardo alla Siria. È la seconda volta che i sauditi esprimono il proprio disappunto per quello che ritengono un fallimento, ossia l’accordo di non intervento di Russia e Stati Uniti e della successiva risoluzione sulla distruzione delle armi chimiche di Damasco, perché convinti che si tratti di una manovra ideata da Mosca e che lascerà impunito Bashar al-Assad.

La Russia ha criticato la scelta  di Riad e il Ministro degli Esteri si è detto sorpreso riguardo a questa posizione che non ha precedenti sostenendo che gli argomenti del regno saudita suscitano sconcerto, vista l’importanza del momento in cui si sta attuando la risoluzione Onu per mettere fine alla crisi siriana.  Appare evidente che l’intento è quello di voler evidenziare la propria posizione interventista, mal accolta dalla comunità internazionale che invece ha optato per un’altra soluzione, come sappiamo sin dall’inizio lo stato arabo era schierato con i ribelli e ha fortemente disapprovato il veto imposto da Cina e Russia sul non intervento. A tal proposito ha però anche voluto sottolineare quanto accaduto in precedenza, l’apposizione del veto degli Stati Uniti, che non ha mai permesso di prendere posizioni più efficaci a risolvere il problema dell’occupazione israeliana sui territori palestinesi confiscati nel lontano 1967. Il governo saudita cerca di mostrare la propria forza nella regione, di essere il nuovo ago della bilancia muovendo addirittura un attacco frontale al paese amico, Israele. 

Chiede che vengano adottate le riforme necessarie all’interno del Consiglio di Sicurezza affinché possa diventare realmente uno strumento per la sicurezza e la pace mondiale. In questo contesto ha trovato l’appoggio della Francia,  il portavoce del ministro degli esteri ha riferito che il paese ha un dialogo costante con l’Arabia Saudita sul tema della Siria e ne condivide le frustrazioni, riferendosi alla paralisi del Consiglio di Sicurezza e inoltre ricorda che la stessa Francia aveva già proposto delle riforme come per esempio quella riguardo al diritto di veto che non dovrebbe essere più applicato e reso efficace quando si trattano risoluzioni  riguardanti crimini di massa.