ARABIA SAUDITA. Occupazione in forte calo

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I dati ufficiali rilasciati lo scorso 5 luglio hanno mostrato che 234.200 stranieri hanno perso il lavoro nel settore privato e pubblico, in Arabia Saudita, durante il primo trimestre del 2018.

Il dato è tratto da una ricerca effettuata dall’agenzia di stampa turca Anadolu, basato sui dati dell’Organizzazione generale per le statistiche del Regno saudita, Hukoomi.

Il numero di lavoratori stranieri è sceso a 10,18 milioni, alla fine del primo trimestre del 2018, da 10,42 milioni registrato alla fine del quarto trimestre 2017. Il numero di lavoratori sauditi è sceso a 3,15 milioni entro la fine del primo trimestre di quest’anno, rispetto ai 3,16 milioni del quarto trimestre dello scorso anno.

Queste cifre contrastano con le misure adottate dal Regno saudita per regolare i vari settori economici, come fatto in quelli delle telecomunicazioni, delle assicurazioni e della guida, e alcuni settori della vendita al dettaglio.

L’Arabia Saudita e il resto del Golfo dipendono fortemente dalla manodopera straniera. Il numero di dipendenti del settore pubblico e privato in Arabia Saudita è diminuito di 13,3 milioni alla fine del primo trimestre di quest’anno da 13,58 milioni alla fine del quarto trimestre dello scorso anno, secondo l’agenzia turca.

Il tasso di disoccupazione tra i sauditi nel primo trimestre del 2018 è salito al 12,9%, dal 12,8% nel quarto trimestre del 2017.

Da luglio 2017 è stata introdotta una tassazione sui lavoratori stranieri con persone a carico: la quota parte 100 riyal al mese, fino a 400 riyal mensili entro il 2020. Gli espatriati, in gran parte indiani, pakistani e filippini, che sono sottoposti a questa spesa per la maggior parte guadagnano meno di 10000 riyal mensili.

Tra le tasse introdotte nel 2017 vi sono indennità di alloggio, del valore di migliaia di dollari ogni mese, i voli verso casa e, in molti casi, le tasse scolastiche internazionali.

Maddalena Ingrao