ARABIA SAUDITA. Nuove prospettive di cambiamento a Riad

112

Anche in Arabia Saudita è tempo di cambiamento. La nomina del trentunenne Mohammad bin Sultan al Saud (nella foto) a vice primo ministro e successore del padre apre nuove scenari.

Nonostante la nuova investitura, Mohammed bin Sultan resterà ministro della Difesa e supervisionerà l’economia. In questo settore il neo principe ereditario aveva fatto una serie di dichiarazioni di alto profilo sui cambiamenti che intendeva apportare per sganciare l’economia dal petrolio.

La sua nomina segna un cambiamento fondamentale nel sistema di successione in Arabia Saudita: quasi per l’intera esistenza del regno il potere è passato da fratello a fratello, e ora, forse, il modello passerà alla tradizionale successione padre-figlio. Il suo nome è associato al piano di riforme economiche “Vision 2030”, che mira a trasformare il regno in grande investitore del mondo. Una parte significativa del documento, pubblicato ad aprile 2016, è dedicato alla trasformazione del fondo di investimento globale, che le autorità saudite intendono rendere il centro saudita per gli investimenti all’estero, e alla parziale privatizzazione della compagnia petrolifera Saudi Aramco.

Secondo Mohammed bin Sultan, il paese deve ridurre la dipendenza dal petrolio in modo da formare il più grande fondo sovrano del mondo pari a 2 trilioni di dollari, alla luce della fine dell’era del petrolio.

Una parte delle azioni della Saudi Aramco sarà immessa sui mercati esteri nel prossimo anno: «Il piano per la vendita del 5% Saudi Aramco sarà attuato nel 2018» aveva detto in precedenza Mohammad bin Salman, ripreso da RiaNovosti.

Secondo il suo piano, i proventi di quest’operazione contribuiranno a creare maggiori opportunità di investimento: «La vendita delle azioni andrà a beneficio dello sviluppo dell’economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro» aveva detto nel 2016 Mohammed bin Salman. Allo stesso tempo, il governo saudita determinerà la quantità di petrolio da estrarre anche dopo la cessione di parte delle sue azioni ai privati.

Come titolare della Difesa di Riad, il nuovo principe ereditario sta gestendo l’operazione in Yemen contro gli Huthi. Secondo lui, il regno ha sostenuto l’iniziativa politica per evitare la guerra in Yemen. Ma allo stesso tempo Mohammed bin Salman ha sottolineato che in caso di emergenza, l’Arabia Saudita potrebbe inviare truppe nel paese vicino per porre fine all’esperienza dei ribelli in poco tempo.

Maddalena Ingroia