La scacchiera della nuova Guerra fredda

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LIBANO – Beirut 24/08/2013. È stato pubblicato da as-Safir il rapporto diplomatico sul “burrascoso incontro” avvenuto a luglio tra il presidente russo Vladimir Putin e il capo dell’intelligence saudita principe Bandar bin Sultan. L’incontro si è concluso con la constatazione che la regione dal Nord Africa alla Cecenia e dall’Iran alla Siria è teatro di un faccia a faccia tra USA e Russia in conseguenza del quale «non è improbabile che le cose prendano una piega drammatica in Libano, in senso politico e di sicurezza, alla luce dell’importante decisione saudita di rispondere al coinvolgimento di Hezbollah nella crisi siriana».

Il rapporto si apre con condizioni in cui l’incontro russo-saudita è stato convocato. Vi si afferma che il principe Bandar, in coordinamento con gli americani e alcuni partner europei, ha proposto al re saudita Abdullah bin Abdul Aziz di visitare Mosca, offrendo alla leadership russa lusinghe politiche, economiche, militari e di sicurezza in cambio di concessioni su diverse questioni regionali, in particolare su Siria e Iran. Re Abdullah si disse d’accordo e ha contattato, riporta as Safir, il presidente Putin il 30 luglio. In pochi minuti, fu decisa la visita segreta di Bandar. 

A Mosca, si svolse una sessione preliminare presso la sede centrale dell’intelligence militare russa tra Bandar e il direttore dell’intelligence russa, il generale Igor Sergon. L’incontro è stato incentrato sulla cooperazione di sicurezza tra i due Paesi. Bandar ha poi visitato la casa di Putin, alla periferia della capitale russa, dove hanno tenuto una bilaterale a porte chiuse durata quattro ore con un preciso ordine del giorno, che consisteva di questioni bilaterali e di questioni regionali e internazionali.

A livello bilaterale, Bandar ha chiarito che «ogni accordo cui arriviamo in questo incontro non sarà solo saudita-russo, ma sarà anche americano-russo. Ho parlato con gli americani prima della visita, e hanno promesso di impegnarsi su qualsiasi intesa che possiamo raggiungere, soprattutto se siamo d’accordo su un approccio comune alla questione siriana». Bandar ha sottolineato l’importanza di sviluppare le relazioni tra i due paesi, dicendo che la logica degli interessi comuni può rivelare grandi aree di cooperazione: investimenti, petrolio, questioni militari ed economiche. Bandar ha detto a Putin: «Ci sono molti valori e gli obiettivi comuni che ci uniscono, in particolare la lotta contro il terrorismo e l’estremismo in tutto il mondo. Russia, Stati Uniti, Unione europea e Arabia saudita devono essere d’accordo sulla promozione e consolidamento della pace e della sicurezza internazionale. La minaccia terroristica è in crescita alla luce dei fenomeni generati dalla primavera araba. Abbiamo perso alcuni regimi. E quello che abbiamo ottenuto in cambio erano le esperienze di terroristi, come dimostra l’esperienza dei Fratelli Musulmani in Egitto e i gruppi estremisti in Libia. … Per fare un esempio, posso darvi una garanzia per proteggere le Olimpiadi invernali nella città di Sochi, sul Mar Nero il prossimo anno. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono controllati da noi, e non si muovono in direzione del territorio siriano, senza un nostro cenno. Questi gruppi non ci spaventano. Li usiamo contro il regime siriano, ma non avranno alcun ruolo o influenza nel futuro politico della Siria».

Putin ha detto a Bandar: «Sappiamo che avete sostenuto i gruppi terroristici ceceni per un decennio. E che il sostegno, di cui si è apertamente parlato poco fa, è del tutto incompatibile con gli obiettivi comuni di lotta contro il terrorismo globale, che lei ha citato. Siamo interessati a sviluppare relazioni amichevoli secondo principi chiari e forti». Bandar ha detto che la questione non è limitata al regno saudita e che alcuni paesi hanno oltrepassato i ruoli creati per loro, come Qatar e Turchia. Ha aggiunto: «Ci siamo rivolti così, direttamente a Qatar e a Turchia. Abbiamo respinto il loro sostegno illimitato ai Fratelli Musulmani in Egitto e altrove. Il ruolo dei turchi oggi è diventato simile a quello del Pakistan nella guerra in Afghanistan. Noi non favoriamo i regimi religiosi estremisti, e vogliamo stabilire regimi moderati nella regione. Vale la pena di prestare attenzione e di seguire l’esperienza dell’Egitto. Noi continueremo a sostenere l’esercito egiziano, e sosterremo il ministro della Difesa, il generale Abdel Fattah al-Sisi, perché lui vuole avere buone relazioni con noi e con voi. E consigliamo di essere in contatto con lui, per sostenerlo e per creare tutte le condizioni per il successo di questo suo esperimento. Siamo pronti ad acquistare armi da voi in cambio del sostegno di questi regimi, soprattutto in Egitto».

Poi Bandar ha discusso la possibilità di cooperazione tra i due Paesi su una serie di questioni, in particolare sulla Siria. Per quel che riguarda le questione petrolifera e la cooperazione nel settore degli investimenti, il principe così si è espresso: «Vediamo di mettere insieme una strategia unificata russo-saudita in tema di petrolio. L’obiettivo è quello di concordare il prezzo sia della quantità di petrolio che della produzione per mantenere la stabilità dei prezzi nel mercato petrolifero mondiale (…) Comprendiamo il grande interesse della Russia nei settori del petrolio e del gas presenti nel Mar Mediterraneo da Israele a Cipro attraverso il Libano e la Siria. E si capisce l’importanza del gasdotto russo verso l’Europa. Non siamo interessati a competere con questo. Siamo in grado di cooperare in questo settore, così come nelle aree d’interesse per impiantare raffinerie e industrie petrolchimiche. Il regno in grado di fornire grandi investimenti di molti miliardi di dollari in vari settori del mercato russo. Quello che è importante è concludere accordi politici su una serie di questioni, in particolare su Siria e Iran». A questi argomenti, Putin ha risposto che le proposte su petrolio e gas, la cooperazione economica e gli investimenti meritano di essere studiate dai ministeri competenti di entrambi i paesi.

Venendo alla questione siriana, Bandar ha spiegato come la posizione del regno si sia evoluta dopo l’incidente di Daraa: «Il regime siriano è finito, per quanto riguarda noi e la maggioranza del popolo siriano. Il popolo siriano non permetterà al presidente Bashar al-Assad di rimanere al timone. La chiave per i rapporti tra i nostri due Paesi sta in un approccio comune alla questione siriana. Quindi si deve smettere di dare sostegno politico al regime, soprattutto in occasione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, così come supporto militare ed economico. E vi garantiamo che gli interessi della Russia in Siria e sulla costa mediterranea, non saranno coinvolti. In futuro, la Siria sarà governata da un regime moderato e democratico, sponsorizzato direttamente da noi e avrà un interesse a comprendere gli interessi e il ruolo della Russia nella regione». Bandar ha presentato il punto di vista dell’Arabia Saudita sul ruolo dell’Iran nella regione, specialmente in Iraq, Siria, Libano, Palestina, Yemen, Bahrein e in altri paesi. Ha detto di sperare che i russi comprendessero che i loro interessi e quelli dei paesi del Golfo sono una cosa sola di fronte alla cupidigia iraniana e alla  sua sfida nucleare. 

Putin ha chiarito la posizione del suo paese, sugli sviluppi della primavera araba, in particolare su quello che è successo in Libia: «Siamo molto preoccupati per l’Egitto. E abbiamo capito quello che l’esercito egiziano sta facendo. Ma siamo molto prudenti nell’affrontare quello che sta accadendo perché abbiamo paura che le cose possano scivolare verso una guerra civile nel paese, troppo costosa per gli egiziani, gli arabi e la comunità internazionale. Volevo fare una breve visita in Egitto. Ma ora è stato tutto rimesso in discussione». 

Per quanto riguarda l’Iran, Putin ha detto a Bandar che l’Iran è un vicino di casa, che la Russia e l’Iran sono legati da rapporti vecchi di secoli, e che ci sono interessi comuni. Putin ha detto: «Noi sosteniamo la ricerca iraniana del nucleare per scopi pacifici. E abbiamo aiutato a sviluppare le loro strutture in questa direzione. Naturalmente, siamo per riprendere i negoziati come parte del gruppo 5+1. Mi incontrerò con il presidente Hassan Rouhani a margine del vertice dell’Asia centrale e discuteremo di molte questioni bilaterali, regionali e internazionali. La Russia è contraria nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad imporre nuove sanzioni all’Iran. Noi crediamo che le sanzioni imposte contro l’Iran e gli iraniani siano ingiuste e non si devono ripetere».

Per quanto riguarda la questione turca, Putin ha parlato della sua amicizia con il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, «La Turchia è anche un nostro vicino con cui abbiamo interessi comuni. Siamo molto interessati a sviluppare le nostre relazioni in vari campi. Durante l’incontro russo-turco, abbiamo esaminato le questioni su cui siamo d’accordo e in disaccordo. Abbiamo scoperto che abbiamo più punti di vista convergenti che divergenti. Ho già informato i turchi, e io ha ribadito la mia posizione al mio amico Erdogan, che ciò che sta accadendo in Siria richiede un approccio diverso da parte loro. La Turchia non sarà immune al bagno di sangue in Siria. I turchi dovrebbero essere i più desiderosi di trovare una soluzione politica alla crisi siriana. Siamo certi che la soluzione politica in Siria sia inevitabile, per ridurre l’entità dei danni. Il nostro disaccordo con loro sulla questione siriana non pregiudica le altre intese a livello di cooperazione economica e di investimenti. Li abbiamo recentemente informati che siamo pronti a collaborare con loro per costruire due reattori nucleari. La questione sarà all’ordine del giorno del primo ministro turco durante la sua visita a Mosca nel mese di settembre». 

Per quanto riguarda la questione siriana, il presidente russo ha risposto così a Bandar: «La nostra posizione su Assad non cambierà mai. Siamo convinti che il regime siriano sia il migliore per il popolo siriano. Durante la Conferenza di Ginevra I, abbiamo concordato con gli americani su un pacchetto di intese, e si è convenuto che il regime siriano sarà parte di qualsiasi soluzione. In seguito, gli USA hanno deciso di rinnegare Ginevra I. In tutte le riunioni di esperti russi e americani, abbiamo ribadito la nostra posizione. Nel suo prossimo incontro con il suo omologo americano John Kerry, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov sottolineerà l’importanza di fare ogni sforzo possibile per raggiungere rapidamente una soluzione politica alla crisi siriana in modo da evitare ulteriori spargimenti di sangue».

Al termine dell’incontro, il capo dei servizi segreti sauditi ha detto che la diversità di opinioni sulla questione siriana porta alla conclusione che «non si scappa dall’opzione militare, perché è l’unica scelta attualmente disponibile dato che la soluzione politica è in stallo. Noi crediamo che la Conferenza di Ginevra II sarà molto difficile alla luce di questa situazione». Al termine della riunione, russi e sauditi hanno convenuto di proseguire i colloqui, a condizione che di tenere questo primo incontro  segreto.