ARABIA SAUDITA. L’esercito di Riad apre alle donne

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L’Arabia Saudita ha iniziato a permettere alle donne di unirsi alle sue forze armate, parte del programma sociale Vision 2030. Secondo un comunicato della divisione di Sicurezza generale del regno, le donne possono ora arruolarsi come soldati.

Per essere ammesse, riporta Press Tv, le candidate devono soddisfare 12 condizioni, tra cui l’essere cittadine saudite cresciute nel paese. Devono inoltre avere dai 25 ai 35 anni, avere un’istruzione scolastica superiore e superare un esame medico; devono poi essere anche più alte di 155 centimetri, con un adeguato rapporto peso/altezza. Le donne sposate con persone non saudite, le donne che hanno precedenti penali e le donne con precedenti esperienze lavorative governative non possono essere prese in considerazione.

A gennaio, l’Arabia Saudita ha permesso alle donne di entrare negli stadi per assistere, per la prima volta, alle partite di calcio maschili. A settembre 2017, Riad ha rimosso il divieto di guidare per le donne, ultimo paese al mondo a permettere alle donne di ottenere patenti di guida. Questa decisione è arrivata diversi giorni dopo che le donne hanno avuto accesso, per la prima volta, a uno stadio sportivo per assistere a un concerto.

Presentato il 25 aprile 2016, dall’allora vice principe ereditario bin Salman, il piano è stato pubblicizzato come un modo sicuro di trasformare economicamente il paese entro l’anno 2030. Il piano è volto a porre fine alla “dipendenza” dell’Arabia Saudita dal petrolio, e prevede di raccogliere entrate non petrolifere dai 163,5 miliardi di riyal nel 2015 a 1 trilione di riyal entro il 2030.

Si ritiene che anche Mohammed bin Salman, principe saudita recentemente elevato a principe ereditario, sia stato anche l’architetto della guerra yemenita, in quanto detiene anche il dicastero della Difesa. Riad, poi, ha sostituito, riporta Bloomberg, diversi alti comandanti militari, tra cui il capo di Stato Maggiore e i vertici delle forze aeree e terrestri, nell’ultima revisione. Non è stata fornita alcuna motivazione per le destituzioni, che sono state annunciate in una serie di decreti reali usciti nella notte tra il 26 e il 27 febbraio e approvati dal re Salman il 26. Sono stati destituiti anche diversi civili, compresi dei viceministri.

Lucia Giannini