ARABIA SAUDITA. In caso di sanzioni, Riad farebbe pace con Teheran

189

Nelle contromisure che Riad starebbe prendendo in caso di sanzioni per il caso del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, rientrerebbe anche la riconciliazione con l’Iran.

A quanto riporta al-Arabiya, ripresa dall’iraniana Press Tv, il regno ha pensato a “oltre 30 misure” come parte della rappresaglia. L’Arabia Saudita starebbe considerando la possibilità di dare una base militare alla Russia a Tabuk, a nord-ovest dell’Arabia Saudita, un’area strategica vicino a Siria, Israele, Libano e Iraq; nel servizio saudita si legge:«In un momento in cui Hamas e Hezbollah si sono trasformati da nemici in amici, avvicinarsi alla Russia porterà ad una vicinanza all’Iran e forse anche ad una riconciliazione con esso». 

Oltre al riallineamento con l’Iran, l’Arabia Saudita reagirebbe manipolando i prezzi del petrolio, eliminando i principali accordi sulle armi con gli Stati Uniti e riconsiderando i suoi legami di intelligence con Washington: «Non sarà strano che Riad abbia smesso di comprare armi dagli Stati Uniti. Riad è il cliente più importante delle aziende statunitensi, in quanto l’Arabia Saudita acquista il 10% del totale delle armi che queste aziende statunitensi producono, e l’85% dall’esercito americano, il che significa che quello che resta al resto del mondo è solo il 5%; oltre alla fine degli investimenti di Riyadh nel governo americano, che raggiunge gli 800 miliardi di dollari (…) 

Se verranno imposte sanzioni statunitensi all’Arabia Saudita, ci troveremo di fronte a un disastro economico che scuoterebbe il mondo intero. Riad è la capitale del petrolio, e toccarlo avrebbe un impatto sulla produzione petrolifera prima di qualsiasi altra merce vitale. Ciò porterebbe all’incapacità dell’Arabia Saudita di impegnarsi a produrre 7,5 milioni di barili. Se il prezzo del petrolio che raggiunge gli 80 dollari ha fatto arrabbiare il presidente Trump, nessuno dovrebbe escludere che il prezzo salti a 100 dollari, o 200 dollari, o addirittura il doppio».

«Il regno afferma il suo rifiuto totale di qualsiasi minaccia o tentativo di indebolirlo sia attraverso minacce di imporre sanzioni economiche o l’uso di pressioni politiche», riporta Spa, aggiungendo che Riad «risponderà a qualsiasi azione con una più grande (…) Il Regno afferma anche che se riceve un’azione, risponderà con un’azione maggiore, e che l’economia del Regno ha un ruolo influente e vitale nell’economia globale».

Antonio Albanese