ARABIA SAUDITA. Contingente saudita nel conflitto siriano

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L’Arabia Saudita dice che è pronta a sostenere gli Stati Uniti nella guerra contro Daesh in Siria con l’invio di truppe di terra e forze speciali.

Il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir ha fatto quest’annuncio in un’intervista al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung il 20 febbraio, aggiungendo che ci sono state consultazioni con gli americani per «vedere il piano e quanto è necessario per la sua attuazione».

Al-Jubeir ha anche affermato che Riyadh, anche altri “paesi” arabi del Golfo Persico sono «pronti a impiegare proprie forze per combattere a fianco degli Stati Uniti», senza fornire ulteriori dettagli circa il potenziale dell’iniziativa militare. Dal 2014, gli Stati Uniti stanno guidando, riporta Press Tv, una campagna bellica in Siria e Iraq per colpire Daesh.

Altrove nelle sue osservazioni, il ministro degli Esteri saudita ha detto che «l’idea principale è che i territori liberati da Daesh devono essere consegnati ai gruppi di opposizione siriani per evitare che il movimento libanese Hezbollah e l’Iran controllino la Siria».

Jubeir ha anche ribadito la posizione di Riad sul presidente siriano Bashar al-Assad, dicendo che deve dimettersi, e affermando che i prossimi colloqui di pace di Ginevra dovranno organizzare la transizione politica verso la creazione di una «nuova Siria senza Assad».

I commenti di Jubeir vengono rilasciati mentre il regno saudita è impegnato in una campagna militare contro lo Yemen dal marzo 2015, nel tentativo di riportare al potere il presidente Abd Rabbuh Mansour Hadi, scalzato dalla rivolta sciita degli Houthi.

Nella campagna sono rimasti uccisi circa 11400 yemeniti, secondo le ultime stime, ed è stato pagato un tributo pesante in termini di perdita di strutture e infrastrutture del paese, come ospedali, scuole e fabbriche.

A febbraio, tre agenzie delle Nazioni Unite hanno annunciato che il numero delle persone che vivono in insicurezza alimentare in Yemen era passato da tre milioni nel corso degli ultimi sette mesi, alla cifra stimata di 17,1 milioni e superando i due terzi di tutta la popolazione parti a 27,4 milioni.

Lucia Giannini