Le sovvenzioni energetiche di Riad

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ARABIA SAUDITA – Riad 12/12/2013. Il governo saudita sta sovvenzionando i prodotti petroliferi e i loro derivati, in particolare combustibili ed energia elettrica, adottando misure in modo che questi prodotti arrivino ai consumatori a prezzi bassi, dato che l’Arabia Saudita è un paese produttore di petrolio.

Secondo al Hayat, il governo saudita sta pagando la differenza tra il prezzo “politico” e quello di mercato per preservare un prezzo standard inferiore a quello del mercato. I continui sussidi potrebbero aggravare il bilancio generale e aggiungere costi ulteriori alla politica di spesa del governo, finendo con l’interessare la stabilità economica. Ci sono molti esempi in tal senso tra i paesi produttori di petrolio, come il Venezuela; altri paesi, tuttavia, hanno iniziato ad effettuare passi verso una correzione dei sussidi energetici. L’uso eccessivo di energia a causa del suo basso prezzo porterà a seri problemi in futuro, avverte al Hayat, dal momento che si tratta di fonti soggette ad esaurimento; le sovvenzioni energetiche incoraggiano sempre un sovra-consumo, che velocizzerà l’esaurimento delle risorse e diminuirà gli investimenti in altre fonti energetiche alternative, come l’energia solare. Secondo recenti rapporti Iea, l’Arabia Saudita è in prima fila tra i paesi arabi in termini di sovvenzioni ai prodotti energetici. Alcune stime la indicano al primo posto quando sarà lanciato il nuovo piano quinquennale per lo sviluppo con i relativi sussidi;  l’Arabia Saudita è tra i 10 paesi del mondo il cui consumo di prodotti energetici è superiore al tasso medio mondiale. Vi è un fattore chiave che incrementa la crescita dell’economia saudita: la produttività e la stabilità nella politica finanziaria a medio e lungo termine; quest’ultima è rappresentata dalla politica di spesa del governo in materia di istruzione, sanità, infrastrutture, alloggi, trasporti e comunicazioni (spese in conto capitale), che a loro volta aumentano la produttività del lavoro. Questo è il motivo per cui, quando l’Arabia Saudita sovvenziona i prodotti energetici, i costi di tali sovvenzioni diventano incredibilmente elevati. In questo modo, avvisa il giornale, una grande parte delle entrate petrolifere saranno utilizzate per infrastrutture, istruzione, sanità, alloggi e altri servizi e per pagare la spesa dei sussidi governativi sui prodotti energetici: questo fatto causerà un aggravio della spesa, che causerà un rallentamento della crescita economica del paese. Il regno paga circa tra il 70 e il 75% del costo attuale dei prezzi dell’energia consumata. Nelle sue statistiche, l’Onu ha rilevato che i sussidi energetici sauditi arrivano a circa il 10% del Pil del paese (68% dei sussidi sono assegnati al combustibile, il 32% all’energia elettrica). Ma chi ne sono i veri beneficiari? Ad un’analisi approfondita, si può notare chiaramente che le fasce più ricche della popolazione sono le maggiori beneficiarie: i ricchi possiedono il maggior numero di automobili, fabbriche, veicoli commerciali, grandi ville e altre proprietà che richiedono grandi consumi di carburante, elettricità, gas, aria condizionata e altri servizi per la casa. I poveri, al contrario, o le persone con reddito medio-basso, non ne beneficiano realmente. Visti così i sussidi energetici dovrebbero essere rivisto e non trascurato, perché le sovvenzioni energetiche sono una delle politiche che possono distorcere la diversificazione economica scopo dei piani di sviluppo nel regno.