Leader Aqim accusato della strage in Algeria

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USA – Washington 21/7/13. La pubblica accusa degli Usa ha accusato un leader di Aqmi dell’attacco a un impianto di gas algerino, avvenuto a gennaio 2013 in  cui sono rimaste uccise decine di lavoratori.

Mokhtar Belmokhtar è stato accusato di fornire supporto materiale ad al-Qaeda, di aver preso ostaggi, di cospirazione, di sequestro di persone protette a livello internazionale e di aver cospirato per usare un’arma di distruzione di massa, tra le altre accuse. «Belmokhtar ha ucciso degli innocenti e ora abbiamo intenzione di portare Belmokhtar davanti alla giustizia» ha dichiarato il procuratore di Manhattan Preet Bharara ripreso da al Jazeera. Belmokhtar, algerino, latitante rischia la una pena di morte. Circa 40 combattenti, armati di AK-47 e lanciagranate, fecero irruzione nell’impianto di Tiguentourine vicino al confine libico, chiedendo che la Francia fermasse la sua offensiva, contro i ribelli islamici nel vicino Mali. Algeria ha risposto, giorni dopo, con un’operazione militare che portò alla rappresaglia dei terroristi che uccisero gli ostaggi. Più di 60 persone furono uccise, la maggior parte straniere, provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Romania, Norvegia e Filippine. Belmokhtar è parte di al-Qaeda nel Maghreb islamico, capo della brigata Al-Mulathamin, un gruppo che combatte contro l’influenza occidentale in Algeria, si legge nel rinvio a giudizio. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha definito Belmokhtar un terrorista straniero nel 2003, e vi è una ricompensa di 5 milioni di dollari per informazioni che portino alla sua cattura. Belmokhtar  tra i capi d’imputazione è anche accusato di aver rapito due diplomatici occidentali che lavoravano in una missione delle Nazioni Unite in Niger, alla fine del 2008, prigionieri per quattro mesi nel deserto, furono liberati in Mali nell’aprile 2009. Belmokhtar aveva rivendicato l’attentato Algeria in un video online, definendolo: «Una operazione sacrificale benedetta». L’impianto di Tiguentourine, gestito da BP, in collaborazione con la norvegese Statoil e la Sonatrach algerina, ha ripreso in parte la produzione a febbraio 2013. I funzionari algerini, a marzo, hanno detto che la produzione piena dovrebbe essere raggiunta entro la fine dell’anno.