Ankara tra Kurdistan iracheno e turco

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Il governo regionale curdo dell’Iraq ha iniziato a vendere petrolio nei mercati internazionali con vendite autonome che potrebbero mettere in discussionne la pretesa di Baghdad di avere il pieni controllo sul petrolio del Paese, dopo avere siglato accordi di estrazione con le grandi major nel 2011.

È molto probabile che la mossa posso provocare la reazione del governo, ancora bloccato con la battaglia ingaggiata con la Exxon Mobil sulla commessa indipendente effettuata proprio in Kurdistan lo scorso anno. Utilizzando due tra le più grandi società commerciali, Trasfigura e Vitol, i curdi hanno reso difficile una rappresaglia a Baghdad, perché le due società sono quelle che gestiscono in parte per il governo iracheno le importazioni di benzina e gasolio. Gli export curdi di Trasfigura e Vitol passano, poi, tutti per la Turchia. Oltre alla Exxon Mobil, anche Chevron, Total e Gazprom hanno siglato accordi con Erbil, così come molte altre società di trasporto si stanno interessando all’area. Il Kurdistan iracheno è una delle regioni più ricche di petrolio, l’export indipendente è ancora piccola cosa rispetto al volume del greggio trasportato dalla rete nazionale (8mila bpd) anche se i curdi fanno sapere che sono pronti a raggiungere il volume di 12mila bpd per la fine di ottobre e che il trasporto del greggio su gomma verrà intensificato per tosa fine dell’anno. Il trasporto, e il relativo commercio iniziò durante l’estate 2012 per ottenere prodotti lavorati, come cherosene e gasolio, con la Turchia per tamponare una pretesa riduzione nella fornitura da Baghdad. Ankara appoggiò il traffico, Baghdad lo dichiarò illegale. Dal 1991, il Kurdistan iracheno è autonomo, con un proprio esercito e governo, e da allora la disputa tra Erbil e Baghdad su royalty e proprietà di terra e campi petroliferi è sempre rimasta aperta.

Se il Kurdistan iracheno è impegnato in dispute petrolifere col governo centrale, quello turco è in guerra aperta con governo centrale che ospita addirittura il vice Capo di Stato Maggiore delle forze armate statunitensi, amm. James Winnefeld.

Winnefeld incontrerà i vertici militari del Paese avendo come tema centrale degli incontri proprio la lotta col Pkk e il conflitto siriano. A tal proposito, verrà analizzata la proposta turca della creazione di una zona cuscinetto per i profughi siriani.