“Mani Pulite” all’algerina

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ALGERIA – Algeri 17/08/2013. L’ex ministro dell’Energia algerino Chakib Khelil, sua moglie e i suoi due figli sono stati accusati di corruzione nello scandalo “Sonatrach 2”.

Mandati d’arresto internazionali sono stati emessi per il loro arresto, due settimane fa. Il Procuratore generale della Corte di Algeri, Belkacem Zoghmati, ha presentato l’atto d’accusa il 12 agosto, reso poi pubblico il 16 successivo. Le accuse riguardano: corruzione, riciclaggio di denaro, irregolarità nell’aggiudicazione degli appalti, abuso d’ufficio e associazione mafiosa. «Si tratta di una vera e propria piovra i cui tentacoli si estendono ovunque» Zoghmati commentato le accuse, riportato dal quotidiano Maghrebia.com. La corte ha ora accusato, oltre a 20 persone, anche la società italiana Saipem e società egiziana Orascom Industries. Anche se il pubblico ministero non ha rivelato tutti i nomi, ha confermato che le accuse sono state portate contro Farid Bedjaoui, nipote dell’ex ministro degli Esteri Mohamed Bedjaoui e presunto intermediario principale nella vicenda. Il tribunale algerino ha congelato e il sequestrato i beni degli accusati. «L’indagine è solo all’inizio e si sta muovendo ad un ritmo notevole. I risultati delle rogatorie hanno contribuito ad accelerare le indagini e ad ampliare il loro campo di applicazione», ha poi aggiunto il procuratore. Nuovi sviluppi sono attesi dai risultati delle rogatorie rivolte ai paesi asiatici, come Singapore, Hong Kong e Dubai. Il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, amico d’infanzia dell’ex ministro dell’Energia, aveva dichiarato a febbraio 2013 che non avrebbe “messo a tacere” gli scandali Sonatrach.

Ai primi di luglio, il ministro della Giustizia Mohamed Charfi aveva detto che «il 90 per cento delle persone implicate nella vicenda “Sonatrach 2” erano state identificate».