ALGERIA. Noureddine Bedoui: No ai campi di immigrati illegali sui nostri confini

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Algeri risponde alle accuse mosse da interlocutori internazionalista, tra cui Human Rights Watch, secondo cui: «l’Algeria ha deportato migliaia di uomini, donne e bambini in “condizioni disumane” e in molti casi senza considerare il loro status legale o vulnerabilità individuali».

Lo ha fatto domenica, asserendo di essere bersaglio di una campagna di critiche infondate sulla sua politica migratoria illegale, ribadendo il suo rifiuto di istituire zone di concentrazione per i migranti privi di documenti. Come riportato da Xinhua.net

Queste osservazioni sono state consegnate dal ministro dell’Interno algerino Noureddine Bedoui all’apertura del sesto Comitato di frontiera algerino-nigeriano ad Algeri.

Bedoui ha detto che il suo paese è sempre stato in grado di contenere le migrazioni illegali, e ha sempre sostenuto i migranti africani e non ha risparmiato nessuno sforzo per assisterli e fornire loro un aiuto umanitario di standard internazionali.

Ha, inoltre, indicato che l’Algeria rifiuta di stabilire sulle sue terre eventuali zone di concentrazione di migrazione illegale.

Lo scorso aprile, il primo ministro algerino Ahmed Ouyahia ha osservato che il suo paese avrebbe continuato a deportare immigrati illegali in consultazione con i loro paesi di origine, sottolineando che l’immigrazione illegale è una questione di “sicurezza nazionale” e “ordine pubblico”.

Bedoui ha, inoltre, sollecitato una più stretta cooperazione tra Algeria e Niger per affrontare la questione dell’immigrazione clandestina, combattendo le reti criminali e la tratta degli esseri umani, oltre a contrastare il radicalismo e l’estremismo violento.

Noureddine Ayadi, segretario generale del ministero degli Esteri algerino, ha sottolineato che la migrazione illegale è stata esacerbata dai conflitti e dalle crisi che hanno colpito l’Africa, suggerendo l’adozione di una strategia globale che tenga conto delle dimensioni sociali, economiche e politiche, in un modo che promette di offrire migliori condizioni di vita ai rifugiati e li incoraggerà a rimanere nei loro paesi.

Di diversa opinione Human Rights Watch, secondo cui l’Algeria, da gennaio 2018, ha deportato migliaia di uomini, donne e bambini in Mali e Niger molto spesso senza considerare il loro status legale in Algeria. Secondo i migranti sub-sahariani di varie nazionalità intervistati, le autorità algerine hanno fatto irruzione in aree in cui è noto che vivono i migranti, arrestandoli per strada o nei cantieri, espellendoli in massa al confine con Niger o Mali, nella maggior parte dei casi senza cibo e poca acqua.

«L’Algeria ha il potere di controllare i suoi confini, ma ciò non significa che possa radunare le persone in base al colore della loro pelle e scaricarle nel deserto, indipendentemente dal loro status legale e senza uno straccio di dovuto processo» ha detto Sarah Leah Whitson, direttore del Medio Oriente e del Nord Africa presso Human Rights Watch.

Tommaso dal Passo