Non solo crisi libica

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ALGERIA – Algeri. 14/04/15. La crisi libica che preoccupa il mondo sta evidenziando un’altra crisi politica: quella tra Marocco e Algeria. Ieri gli USA hanno apprezzato l’incontro in Algeria per il dialogo libico. Al termine dell’incontro è stata rilasciata una dichiarazione congiunta di Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, USA in cui i sei ministri degli Esteri hanno chiesto a tutte le parti coinvolte nei negoziati di approfittare di questa opportunità per formare un governo di unità nazionale, e di sviluppare accordi per raggiungere un cessate il fuoco.

La dichiarazione ha sottolineato che «la Libia possa procedere verso un futuro sicuro, stabile e prospero, offrendo alcune concessioni» e invitando «tutte le parti a smettere di combattere e di impegnarsi in un dialogo politico, che è sponsorizzato dalle Nazioni Unite». I sei paesi hanno chiesto l’immediata cessazione degli attacchi aerei e attacchi di terra, in particolare, rilevando che tali azioni provocatorie «minano i colloqui delle Nazioni Unite e minacciano le possibilità di raggiungere un consenso nazionale». La dichiarazione ha avvertito che qualsiasi rinvio di raggiungere un accordo politico approfondisce le divisioni nella società libica, e incoraggia coloro che cercano di trarre profitto dal conflitto in corso. E ha espresso la disponibilità dei sei paesi della comunità internazionale a sostenere qualsiasi accordo di governo di unità nazionale con le sfide che la Libia vorrà porsi. A sua volta, ha elogiato la missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia ruolo svolto da Algeria e gli sforzi per portare la pace in Libia, definendo l’incontro in Algeria «di grande importanza, in quanto i leader dei partiti politici e attivisti hanno l’opportunità di analizzare e arricchire i documenti che sono in discussione, al fine di garantire il successo del dialogo e della pace e della stabilità in Libia». La missione ha annunciato il lancio di una terza via per i negoziati dopo quelle di Marocco e l’Algeria, «un incontro di capi tribali in un secondo momento in Egitto». La missione ha ritenuto che «il dialogo è un’opportunità per i libici per fermare lo spargimento di sangue e ripristinare il loro paese sulla via della stabilità e la prosperità e non deve perdere». E se l’incontro con le tribù potrebbe davvero dare una svolta alla rovinosa situazione libica, rimangono i conflitti di interesse nella regione tra Marocco e Algeria, paesi entrambi impegnati sul fronte libico. L’Algeria da tempo sta cercando di avere un ruolo più decisivo, soprattutto in Mali, mentre al Marocco preoccupa l’influenza algerina in alcune zone del Nord Africa. Non solo l’Algeria da tempo combatte i jihadisti sulle montagne ai confini con la Tunisia e la situazione libica rischia di far implodere una fetta larga del Paese a partire da quella ai confini con la Tunisia. Alcuni studiosi dicono che l’Algeria stia facendo in modo e maniera di coinvolgere il Marocco nel conflitto libico in modo da diminuire la sua influenza politica.
Nel frattempo ISIS ha compiuto due attacchi terroristici in Libia, uno domenica contro l’ambasciata del Sud Corea, l’altro domenica notte contro l’ambasciata del Marocco. Negli attentati sono morte due persone.