ALGERIA. La piazza chiede la testa del fratello di Bouteflika

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Gli algerini sono scesi nuovamente in piazza per la decima settimana di proteste contro la classe dirigente del loro paese, chiedendo che il fratello dell’ex presidente sia processato. La protesta del 26 aprile ha preso di mira Said Bouteflika, il cui fratello Abdelaziz è stato presidente dell’Algeria per due decenni, fino a quando l’ondata di proteste diffusa anche nei gruppi che lo avevano appoggiato per decenni, lo ha costretto a dimettersi dopo che si era candidato per un quinto mandato, riporta Afp. 

Le elezioni presidenziali per scegliere il successore di Bouteflika sono state fissate per il 4 luglio, ma i manifestanti vogliono che il suo intero entourage al potere se ne vada.

Said Bouteflika ha ricevuto le particolari attenzioni della piazza e della sua rabbia, e i manifestanti il 26 aprile lo hanno accusato di essere il “capo della banda”. Tre ricchi fratelli ritenuti vicini a Said sono stati arrestati e interrogati questa settimana in un’indagine volta a trovare riposte alla richiesta diffusa di sradicare la corruzione.

Gli stessi slogan che hanno portato alla caduta di Bouteflika e di alcuni dei suoi lealisti all’inizio di aprile hanno continuato a risuonare durante i mesi di manifestazioni.

Si tratta di slogan come: “Tutti dovrebbero andarsene”, “Andarsene significa andarsene” e “Il sistema perde”.

Morocco World News riporta le voci dei manifestanti, che dalla strada si rivolgono al governo, dicendo che gli algerini «vogliono che il sistema se ne vada, e tutti i ladri dovrebbero essere ritenuti responsabili». I manifestanti rifiutano anche l’elezione del 4 luglio annunciata dal presidente ad interim Abdelkader Bensalah, fedele a Bouteflika.

«Rifiutiamo queste elezioni del 4 luglio», ha detto un manifestante chiamato Mohamed; «Come possono la mafia e i truffatori tenere elezioni oneste», gli ha fatto eco Samir.

Le proteste hanno portato al licenziamento e alle dimissioni di diverse élite algeirne. Le proteste hanno anche fatto pressioni sull’esercito algerino, il cui vertice Gaid Salah ha invitato i manifestanti a rimanere pazienti prima delle elezioni.

Salah ha anche messo in guardia i manifestanti contro “slogan irrealistici”. La polizia antisommossa ha sparato gas lacrimogeni e ha usato più volte cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti. Tuttavia, gli algerini hanno continuato a protestare contro il sistema di governo del paese.

Luigi Medici