Intelligence algerina alla sbarra

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ALGERIA – Algeri 30/11/2015. L’ex capo della guardia presidenziale algerina è stato accusato della sparatoria avvenuta in una residenza presidenziale poco fuori della capitale nel mese di luglio.

Riporta la notizia sul “caso Zeralda” il quotidiano El Watan il 30 novembre. Il generale di Djamel Kehal Medjdoub, è stato incriminato e arrestato dal tribunale militare di Blida. Quattro dei suoi subordinati, tutti ufficiali superiori, inoltre sono stati accusati ma ancora in libertà provvisoria; il caso è stato trasferito al tribunale militare Costantino. Il caso del presunto attacco alla residenza di Stato di Zeralda continua a mietere vittime: dopo la condanna a tre anni di carcere per un tenente, è il turno dei membri anziani della Guardia Presidenziale. La corte ha invocato l’articolo 86 del Codice di Giustizia Militare, Medjdoub sarebbe sotto processo per “violazione delle regole militari”, un’accusa fatta anche contro gli altri quattro coimputati, ancora a piede libero. Il caso Zeralda risale alla notte del 16 luglio 2015, quando un giovane tenente della Guardia presidenziale, in servizio all’interno del residence di stato, aveva lanciato l’allarme svuotando il caricatore del Kalashnikov, all’alba, contro un intruso che avrebbe sparato contro di lui. L’indagine della Gendarmeria nazionale ha poi smontato la storia lumeggiando «una cospirazione, un tentato omicidio e golpe» contro il presidente algerino, nel quale sarebbero coinvolti il capo della Guardia presidenziale, generale di Djamel Kehal Medjdoub, e quello della Guardia Repubblicana, generale Ahmed Moulay. Kehal Mejdoub era già stato “licenziato” ad agosto e a ottobre gli era stato impedito di imbarcarsi su un volo per Parigi; era stato capo della sicurezza del presidente Abdelaziz Bouteflika dal 2004 fino alla sparatoria nella località balneare di Zeralda, 30 km a ovest di Algeri. Quattro dei suoi aiutanti dovranno affrontare un processo presso il tribunale militare di Blida, sede del primo distretto militare che comprende la capitale. Non c’è mai stata alcuna spiegazione ufficiale dei motivi del suo allontanamento, ma notizie di stampa mai confermate riportarono l’accusa di negligenza per l’incidente. Anche il direttore per la sicurezza interna, Ali Bendaoud, e il capo della Guardia Repubblicana, Ahmed Moulay Meliani, furono sostituiti, seguiti poi a settembre dall’allontanamento del generale Mohamed Mediene, meglio noto come Generale Toufik, dopo 25 anni a capo dell’agenzia di intelligence, Drs. Dalla sua elezione per il quarto mandato, aprile 2014, Bouteflika e i suoi collaboratori hanno fatto grandi cambiamenti nell’intelligence e nell’apparato di sicurezza algerino, considerato un vero “stato parallelo”. Il 26 novembre, l’ex capo antiterrorismo algerino Abdelkader Ait-Ouarabi, meglio noto come generale Hassan, è stato condannato a cinque anni di carcere con l’accusa di distruzione di documenti e disobbedienza. Si è trattato del primo processo a porte chiuse per un ufficiale di alto rango dei servizi segreti.