ALGERIA. In carcere altri boiardi del vecchio regime

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La Corte Suprema algerina il 6 ottobre ha posto un ex dirigente del ministero della Giustizia in custodia cautelare con l’accusa di corruzione. Il giudice istruttore ha ordinato l’incarcerazione di Tayeb Ben Hashem, ex ispettore generale del ministero della Giustizia, riporta Asharq Al-Awsat che cita fonti della Corte Suprema alegrina. Ben Hashem è stato condannato per corruzione durante il mandato dell’ex ministro della giustizia Tayeb Louh (2014-2019) e Louh è stato in prigione negli ultimi due mesi. Ben Hashem è stato interrogato perché avrebbe «coperto molti casi di corruzione su ordine di Louh durante gli ultimi anni di governo di Bouteflika».

La Corte Suprema ha mosso a Louh le stesse accuse. Ci sono diversi casi di corruzione contro membri dell’élite al potere che sono stati protetti dalle persecuzioni giudiziarie grazie all’intervento di grandi partiti. Dal rovesciamento di Bouteflika il 2 aprile, la magistratura ha imprigionato gli ex premier Ahmed Ouyahia e Abdelmalek Sellal e diversi ministri e uomini d’affari.

La magistratura militare ha condannato il fratello di Bouteflika, Saeed Bouteflika, i due ex capi dei servizi segreti, il generale Mohamed Mediene, alias Toufik e Athmane Tartag, e il leader del partito laburista Louisa Hanoune, a 15 anni di prigione. Anche l’ex ministro della Difesa, suo figlio e un uomo d’affari sono stati condannati in contumacia a 20 anni di prigione, i tre sono ora rifugiati in Spagna.

La magistratura algerina ha anche emesso mandati d’arresto contro Baha-Eddine Tliba, che attualmente risiede in Gran Bretagna, l’ex ministro dell’Industria Abdesselam Bouchouareb e l’ex ministro dell’Energia Chakib Khelil.

Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, il generale Ahmed Gaid Salah, che è stato un pilastro fondamentale del governo di Bouteflika, è dietro questi mandati d’arresto e l’incarcerazione di figure chiave sotto il governo dell’ex presidente.

Nel frattempo, i partiti fedeli a Bouteflika stanno cercando di tornare sulla scena politica candidandosi alle elezioni presidenziali previste per dicembre. Uno di questi partiti è il Tadjamou Amel El Djazaïr, Taj, il cui consiglio nazionale annuncerà i dettagli della sua partecipazione alle elezioni. Il partito è guidato dall’ex ministro dei lavori pubblici Amar Ghoul, che è in custodia cautelare per corruzione. Ora è temporaneamente guidato dal giurista Abdel Halim Abdel Wahab e il ministro dell’Ambiente e delle energie rinnovabili Fatma Zohra Zerouati sta cercando di assumere la presidenza del Taj.

Luigi Medici