ALGERIA. Il FLN abbandona Bouteflika

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Decine di migliaia di algerini hanno sfidato la polizia l’8 marzo e hanno ripreso le proteste contro il presidente Abdelaziz Bouteflika. Insolitamente, uno degli imam più famosi di Algeri non ha pregato per il presidente come fa ogni venerdì, e ha augurato solo il meglio per l’Algeria e il suo popolo.

Diversi legislatori del Fln si sono dimessi per unirsi alle proteste antigovernative, riporta la Tv Ashourouq, ripresa da Reuters.

I servizi ferroviari e della metropolitana di Algeri sono stati sospesi senza spiegazioni prima che gli algerini si riunissero di nuovo per spingere Bouteflika, 82 anni, a dimettersi. 

Bouteflika, presidente uscente, che ha subito un ictus nel 2013, è in ospedale a Ginevra e non parla pubblicamente dal 2014. Ma il 7 marzo ha lanciato il suo primo avvertimento ai manifestanti, dicendo che i disordini, che stanno entrando nella terza settimana, potrebbero destabilizzare il paese.

Le manifestazioni, le più grandi dalla “Primavera araba” del 2011, rappresentano la sfida più importante per il presidente, che il 18 aprile è in lizza per la rielezione. Decine di migliaia di algerini, stanchi del dominio degli anziani veterani della guerra d’indipendenza del 1954-1962 contro la Francia, chiedono a Bouteflika di dimettersi, ma nonostante le cattive condizioni di salute, il presidente ha presentato la sua candidatura.

Bouteflika si è offerto di limitare il suo mandato dopo le elezioni e di cambiare il “sistema” che governa il Paese, ma le proteste non si sono placate. Alleati di lunga data di Bouteflika, compresi i membri del partito, hanno espresso sostegno ai manifestanti, rivelando crepe all’interno dell’élite al potere da tempo considerata invincibile.

I giovani oltre a chiedere maggiori opportunità di lavoro sono stanchi della corruzione diffusa: più di un quarto degli algerini sotto i 30 anni sono disoccupati.

Agli algerini è stato chiesto di scendere in piazza attraverso i social media e centinaia di famiglie si sono per lo più riunite ad Algeri per le più grandi manifestazioni nella capitale e in altre città.

Antonio Albanese