ALGERIA. I nuovi servizi algerini all’opera

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Nel 2013, è iniziata una profonda ristrutturazione dei servizi segreti algerini, intesa a modernizzare il vecchio Drs e trasformarlo in una vera agenzia di intelligence ispirata alla Cia. Un servizio segreto sotto la tutela della Presidenza della Repubblica con molteplici direzioni in grado di coordinarsi insieme per una migliore performance. L’obiettivo delineato al momento sembrava irrealistico o irrealizzabile.

Ma cinque anni dopo, il Dipartimento di Sorveglianza e Sicurezza, Dss, il nuovo DRS, sta per realizzare le previsione fatte, riporta Mondafrique. 

La trasformazione ha permesso la nascita di una nuova agenzia di intelligence che dimostra una formidabile efficacia sul campo. E secondo alcuni osservatori ben informati, il merito è di Bachir Tartag, che è subentrato al generale Toufik, capo della Drs per 25 anni. Il 13 settembre 2015, Tartag eredita una missione molto difficile: controllare la trasformazione dei servizi, riconciliare le giovani leve e quelle vecchie che devono lasciare il loro posto, coordinarsi tra le diverse direzioni, collaborare attivamente con la Presidenza di la Repubblica e ristabilire nuovi rapporto col Capo dello Stato o i suoi consiglieri sui vari rapporti preparati dagli agenti del Dss.

Bachir Tartag aveva molto lavoro da fare e, nonostante una situazione internazionale estremamente ostile all’apparizione delle cellule Daesh, il suo record è ora più che positivo. Ne è prova che l’Algeria è rimasta l’unico paese che non ha visto azioni terroristiche spettacolari o letali dal 2015, le procedure di propaganda e di reclutamento di Daesh in Algeria sono totalmente fallite. Meglio ancora, le informazioni fornite dal Dss allo Stato maggiore dell’esercito algerino hanno permesso la creazione di operazioni antiterroristiche che sono state fatali per i gruppi armati che operano nella macchia algerina. 

Ad Algeri si stima che la preziosa esperienza di Bachir Tartag durante gli anni Novanta, dove fu uno dei principali artefici della vittoria contro i gruppi islamici armati, è servita molto per l’attuale capo del Dss. Prossime sfide sono Libia, Mali e confini con il Marocco.

Tommaso dal Passo