ALGERIA. Golpe strisciante in attesa delle elezioni 

216

Alcuni dei principali comandanti militari algerini, compresi i vertici dell’aviazione e dell’esercito, sono stati allontanati nell’ultima settimana e almeno una dozzina di alti ufficiali sono stati sostituiti da giugno.

Secondo quanto riporta VoA, un nucleo di ufficiali che dipendono dal vice ministro della Difesa sta consolidando il suo potere in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera, che si prevede vincerà il malato presidente uscente Abdel Aziz Bouteflika. La televisione di stato algerina ha annunciato l’allontanamento dei comandanti militari all’inizio di questa settimana, tra cui il capo dell’aviazione e il capo delle operazioni di terra dell’esercito; un terzo alto ufficiale è fuggito a Parigi con la sua famiglia.

Bouteflika è in corsa per un quinto mandato la prossima primavera, nonostante le cattive condizioni di salute e, secondo l’opposizione, coloro che lo sostengono lo stanno usando come fantoccio; il timore è che se Bouteflika scomparisse, l’Algeria sarebbe destabilizzata. Ad aver preso il comando sarebbe il capo di stato maggiore dell’esercito Ahmed Gaid Salah, e che starebbe usando accuse di corruzione per sbarazzarsi di possibili rivali.

Il francese Le Monde riporta che i più importanti ufficiali dell’esercito sono stati accusati di «aver gestito fino a 30 società private, ciascuno», sia a nome proprio che a nome dei familiari; secondo Al Hurra TV, le attuali turbolenze in Algeria sarebbero comunque parte di un accordo tra leader civili e militari collegati ai preparativi per le prossime elezioni presidenziali e, nonostante il conflitto tra le parti, sia l’ala politica che militare della presidenza hanno raggiunto un consenso su una tabella di marcia da seguire.

Il primo Ministro Ahmed Ouyahia ha detto a una conferenza stampa all’inizio di questa settimana, durante la visita del Cancelliere tedesco Angela Merkel, che nonostante le turbolenze, l’Algeria ha una stampa libera e tutti possono esprimersi. Ouyahia ha detto che la libertà di espressione è parte integrante della stampa algerina e dei suoi 160 giornali, e nessuno è penalizzato per quello che scrive sul presidente, il primo ministro o le istituzioni dello Stato.

Luigi Medici