ALGERIA. Firmata la Finanziaria, alla vigilia delle elezioni

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Il presidente ad interim algerino Abdelkader Bensalah l’11 dicembre ha firmato la “legge finanziaria” che definisce il bilancio fiscale 2020, riduce la spesa pubblica, elimina alcune condizioni per gli investimenti esteri e permette l’indebitamento con le istituzioni finanziarie internazionali (Ifi). La firma è avvenuta 24 ore prima che i cittadini partecipino alle elezioni presidenziali attraverso le quali l’Algeria sceglierà un successore dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika.

Il presidente in carica Bensalah, la cui presenza al potere è stata messa in discussione da quando le elezioni di luglio sono state rinviate, ha deciso di attuare le riforme economiche che l’Hirak, il movimento popolare di protesta, ha fortemente criticato. Oltre a firmare una nuova legge per il settore petrolifero, ha ridotto la spesa pubblica dell’anno prossimo del 7,7% e ha aperto la possibilità che lo Stato algerino possa richiedere prestiti internazionali, riporta Telesur.

«La legge finanziaria 2020 consente l’utilizzo di finanziamenti da parte delle Ifi per progetti economici strutturali», riporta l’agenzia ufficiale Aps. Questa nuova legge abroga anche una precedente regola che obbligava le joint venture non legate al settore energetico a mantenere il 51% delle loro azioni nelle mani degli investitori algerini.

L’11 dicembre le strade delle città algerine si sono nuovamente riempite di manifestanti che si oppongono a un processo elettorale in cui nessuno dei candidati è visto dai cittadini come un cambiamento. Alle elezioni partecipano due ex primi ministri: Ali Belflis e Abdelmajid Tebboun, che hanno guidato l’esecutivo per tre mesi nel 2017, quando non si sapeva più chi fosse realmente al potere.

Altri candidati sono Azzedine Mihoubi, ex ministro della Cultura, Abdelkader Bengrina, ex ministro del Turismo, e Adelazis Belaid, ex legislatore del Fronte di liberazione nazionale, Fln, che governa il Paese dagli anni Sessanta del Novecento. L’Algeria sta attraversando un’acuta crisi economica dal 2014, quando i prezzi internazionali del petrolio sono crollati, che ha colpito il 95% dei redditi da esportazione del paese.

Negli ultimi cinque anni, il governo algerino ha esaurito le sue riserve monetarie per mantenere i sussidi legati alla benzina, agli alloggi e ai prodotti essenziali. Gli esperti ritengono che l’Algeria chiederà molto probabilmente prestiti alle Ifi, poiché le loro riserve sono scese da 178 miliardi di euro nel 2014 a 90 miliardi di euro nel 2019.

Lucia Giannini