Algeria: è lotta alle contraffazioni cinesi

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Aumentano i sequestri di prodotti contraffatti in Algeria nel 2011. Secondo APS, che cita la direzione generale delle dogane algerine, sono poco più di 700.000 gli articoli contraffatti sequestrati dalle dogane nel 2011, con un incremento del 84,5% rispetto al 2010.

Le stesse fonti fanno notare che la Dogana ha fatto 166 controlli che hanno portato al sequestro di 700,841 articoli contraffatti che possono influire sulla salute e la sicurezza dei consumatori. Negli ultimi 5 anni però la media delle contraffazioni è notevolmente diminuita. Sulle merci contraffatte e sequestrate nel 2011, la Dogana osserva che il 57,4% riguarda i prodotti cosmetici. Questi includono dentifrici, shampoo e rasoi. Articoli sportivi (abbigliamento e calzature) rappresentano un altro 36,22% dei prodotti selezionati per sospetto di imitazione, seguiti dai prodotti hardware con il 5,56%. Si tratta essenzialmente di dischi abrasivi e serrature. Solo lo 0,81% dei sequestri riguarda gli alimenti o parti e pezzi di ricambio per veicoli. Le statistiche mostrano che il 94,44% delle merci contraffatte provengono dalla Cina e il 3,56% dalla Turchia. Per far fronte a questo fenomeno, l’amministrazione doganale ha intrapreso dal 2007 severi controlli per stabilire il reale partenariato con le società che detengono marchi di fabbrica, attraverso la firma di diversi protocolli d’intesa. Nel 2011, due di questi MoU sono stati firmati dalla dogana algerina con due compagnie internazionali: la multinazionale Procter and Gamble (prodotti di salute e bellezza) e della società europea Hager (impianti elettrici).Questi protocolli d’intesa mirano a rafforzare la cooperazione in materia di scambio di informazioni, formazione e assistenza nella perizia dei prodotti di queste aziende. Per il 2012, e al fine di arginare il fenomeno della contraffazione, l’amministrazione doganale ha espresso la sua volontà di sviluppare partenariati pubblico-System(IPM), che permettono, attraverso lo scambio di informazioni tra i titolari dei marchi e dei funzionari doganali, un intervento più efficace alla frontiera.