ALGERIA. Dimissionati i vertici  della sicurezza 

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In seguito al sequestro di oltre 700 kg di cocaina da una nave portacontainer avvenuto in maggio, l’Algeria ha apportato diverse importanti modifiche ai servizi di sicurezza, in occasione dell’inchiesta sullo scandalo collegato, tra cui da ultimo il licenziamento del generale Menad Nouba, capo della Gendarmeria.

Il licenziamento di Nouba avviene una settimana dopo che il presidente Abdelaziz Bouteflika ha licenziato il direttore generale della Sicurezza nazionale, il maggiore generale Abdelghani Hamel. Hamel è stato destituito dalla sua carica dopo che il figlio e l’autista personale erano stati coinvolti nel contrabbando di cocaina, riporta Aawsat. Il ministero della Difesa algerino ha riportato la notizia sul suo sito web dicendo che Nouba sarà sostituito dal capo di stato maggiore della Gendarmeria, generale Ghali Belekcir.

Alcuni osservatori descrivono Belekcir come il “direttore effettivo dell’intelligence”, data la sua influenza e le sue responsabilità. Il maggiore generale Bashir Tarqat era a capo dei servizi di intelligence dal 2015. Il Ministero non ha dato alcuna ragione per il licenziamento di Nouba. Le autorità hanno scelto un’occasione importante per questo cambiamento, il 56° anniversario dell’indipendenza del paese (5 luglio 1962), che di solito vede cambiamenti nelle file delle istituzioni militari, che spesso colpiscono gli ufficiali “sfavoriti”.

Il generale Belekcir ha supervisionato le indagini sul caso dei “container di cocaina”: il 29 maggio, forze speciali della Marina algerina imbarcate su una nave in partenza da Valencia, Spagna, hanno scoperto i farmaci che si credeva arrivassero dal Brasile. Le indagini hanno dimostrato che la nave era riconducibile a un ricco uomo d’affari il quarantenne Kamel Chikhi, commerciante di carne noto per avere legami con i politici e funzionari governativi, che in cambio di favori sarebbe stato «generoso con i suoi clienti»; Chikhi, due dei suoi fratelli e un suo socio sono ora in carcere.

Durante l’inchiesta, si è scoperto che gli alti funzionari accusati di aver aiutato Chikhi erano coinvolti anche in un altro caso di grandi progetti immobiliari realizzati da Chikhi ad Algeri e si è scoperto che il settore immobiliare era un riciclaggio di denaro prodemente dal traffico di droga. Il maggiore generale Hamel è stato menzionato nelle indagini e questo lo ha spinto, il 26 giugno, a rilasciare una dichiarazione sul caso della cocaina ammettendo che, durante le indagini iniziali, ci sono stati abusi e violazioni della legge.

Sui social media, gli algerini stanno esprimendo i loro timori, visto che il caso coinvolge alti funzionari denunciati da Chikhi durante l’inchiesta. 

Luigi Medici