ALGERIA. Continuano le proteste e si allontanano le elezioni

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Le imminenti elezioni presidenziali algerine sembrano destinate ad essere rinviate, mentre i manifestanti sono tornati in piazza per il 13° venerdì successivo per chiedere la rimozione dell’élite dominante della nazione.

Dopo due decenni al potere, il presidente Abdelaziz Bouteflika ha lasciato il mese scorso sotto la pressione dei manifestanti e dell’esercito, ma le manifestazioni hanno continuato a cercare riforme politiche e la rimozione di tutti i funzionari della vecchia guardia, riporta Reuters.

Un’elezione presidenziale è prevista per il 4 luglio, ma una fonte, citata dall’agenzia britannica, a conoscenza della questione ha detto che il voto doveva essere ritardato a causa delle difficoltà di organizzare la logistica nei tempi dovuti e a causa delle manifestazioni che invadono le strade da mesi: «Non ci saranno elezioni il 4 luglio», ha detto a Reuters, chiedendo di non essere nominato.

Centinaia di manifestanti hanno ricominciato a riunirsi il 17 maggio, chiedendo le dimissioni del presidente ad interim, Abdelkader Bensalah, e del primo ministro Noureddine Bedoui, nominato da Bouteflika giorni prima di dimettersi.

«No alle elezioni della vergogna. Cacciare Bensalah e Bedoui prima», si legge su uno striscione innalzato nel centro di Algeri.

Il Consiglio costituzionale, che supervisiona la transizione, avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione sul processo elettorale. Il termine ultimo per la raccolta e la presentazione di 60.000 firme da parte dei candidati presidenziali è il 25 maggio.

Le fonti citate da Reuters affermano che il voto potrebbe essere ritardato fino alla fine dell’anno, e che tra i probabili candidati alla presidenza c’è l’ex ministro conservatore Ahmed Taleb Ibrahimi e il tecnocrate ed ex primo Ministro Ahmed Benbitour.

Il ministero degli Interni algerino ha riferito che 73 potenziali candidati hanno richiesto moduli per raccogliere le firme necessarie per le elezioni presidenziali previste per il 4 luglio, riporta Aps.

Il Ministero ha detto in una dichiarazione che la lista di coloro che desiderano candidarsi alle elezioni comprendeva 70 candidati indipendenti e tre capi di partiti politici: l’Alleanza Repubblicana Nazionale, il Fronte Futuro e il Movimento algerino per la giustizia e lo sviluppo.

La dichiarazione aggiunge che i candidati hanno ottenuto i moduli in conformità con le disposizioni di legge, rilevando che l’iter sta procedendo bene.

Secondo la legge elettorale algerina, i candidati che desiderano candidarsi alla presidenza devono raccogliere 600 firme di parlamentari eletti o comuni o raccogliere 60.000 firme di cittadini con almeno 1.500 firme di ogni regione.

Graziella Giangiulio