Alessitimia collettiva

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ITALIA – Roma 07/02/2016. Un flusso costante di dati. Quali capacità di concentrazione, di introspezione, sarebbero possibili per un individuo immerso in un torrente?

Sembra la scena di un reality: rispondi alle domande di storia, oppure racconta le caratteristiche del romanzo storico manzoniano, mentre ti trovi comodamente avvolto in un mulinello d’acqua, aggrappato a sassi scivolosi mentre piove a dirotto.
Racconta, sotto la grandine-se ci riesci- le emozioni che hai provato il primo giorno di scuola.
È quello che avviene a milioni di adolescenti, ma anche ai loro genitori, ciascuno avvolto da una nuvola, il proprio flusso costante di rumore di sottofondo costituito da immagini, frasi spezzate, titoli, musica, giochi, il tutto ai confini del reale, in cui vero e falso si stratificano solo come porzioni di dati, perdendo valore e..senso.
L’alessitimia è, in modo estremamente semplificato, l’incapacità di esprimere le proprie emozioni. Nel periodo preadolescenziale può essere un momento tipico, transitorio, dovuto ai cambiamenti strutturali del corpo, e delle stesse emozioni che da tali variazioni sono amplificate. Difficile a questo punto distinguere una “infatuazione” da un “innamoramento”, piuttosto che l’amore profondo, fusione di psyche e agape. Una distinzione chiaramente complessa per un adolescente, un po’ meno per un adulto. Generazioni non più separate dal “generation gap”, ma unificate dall’appiattimento di una comunicazione povera, incapaci di guardarsi negli occhi.
Esiste una correlazione diretta fra l’alessitimia e la presenza pervasiva dei social network nella vita delle persone? Difficile da dimostrare, se non attraverso la ricerca sociale. Pur tuttavia, è possibile identificare fin da subito alcuni elementi caratteristici dell’alessitimia, in quanto fortemente presenti nella semantica delle comunicazioni social: dipendenza e passività, modi infantili di pensare, il ricorso all’imitazione, una coscienza morale estremamente rigida, aspirazioni elevate e irrealistiche ed un grado eccessivo di conformismo sociale.
Perché sono presenti queste caratteristiche? È semplice: perché hanno un impatto più forte. Nella rincorsa ad un “mi piace” in più, il messaggio deve essere infantile, incisivo, moralista o anticonformista (creando così una nuova forma di conformismo). Pensiamo infatti a due forme di linguaggio: verbale e corporeo….
Espressioni pressoché insignificanti, quali ad esempio “bomba d’acqua” o “asfaltiamoli”, sono diventate di uso comune. Il tatuaggio, da simbolo anticonformista di una generazione è oggi una delle forme più evidenti di conformismo sociale.
Alcune delle caratteristiche cardine dell’alessitimia sono l’incapacità di produrre fantasie effettivamente raggiungibili (“sognare ad occhi aperti”, il pensiero creativo) con una connotazione del pensiero estremamente utilitaristico, preoccupato dei dettagli e non della visione d’insieme (cosa penseranno di me se viene postata questa foto?)… in poche parole, la perdita concreta dell’intelligenza emotiva (e in parte cognitiva).
Analizzando il fenomeno da un punto di vista meramente linguistico, è importante ricordare che una parte consistente del pensiero, nel mondo occidentale, è costituito da parole (e non da ideogrammi).
Se le parole sono poche, povere, poco più che infantili, la ricchezza di pensiero svanisce, e con essa i sentimenti… che diventano gretti, incomprensibili anche per chi li sta provando.
Utilizzando il linguaggio della psicologia sociale, si può parlare dunque del sopraggiungere di una alessitimia collettiva?