ALBANIA. Investire in Shqipëria 

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L’Ebook di Andrea Camaiora scritto a più mani, dal titolo: Albania Una e 2019, vuole essere un manuale per l’investitore interessato al Paese delle Aquile. Molti i dati economici generici che si possono trovare, come: «L’Albania è il paese emergente dell’Europa meridionale e mediterranea, con una crescita economica su base annua del 4%, di gran lunga superiore a quella di tutti i paesi della Regione. È la crescita più alta mai registrata nell’economia albanese dal 2009, superiore alle previsioni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale». 

E ancora: «L’economia albanese presenta dei valori macroeconomici all’insegna della crescita e della stabilità con qualche incertezza sul debito pubblico che nel 2018 dovrebbe valere circa il 69.5% del prodotto interno lordo, ma che è atteso ridursi al 60% per 2022, anche per allinearsi ai parametri europei. Negli ultimi anni l’economia albanese ha avuto un prodotto interno lordo sempre in crescita e nel 2017 pari ad un aumento del 3.85% sul 2016, secondo i valori riportati dalle principali istituzioni e con prospettive di crescita su analoghi livelli per gli imminenti anni a venire».

«Dal primo gennaio 2019, il salario minimo in Albania, è stato fissato in 26 mila lek, 1,37 dollari all’ora. La decisione è stata presa in una riunione del Consiglio dei Ministri. La decisione stabilisce che la “base mensile minima per i dipendenti, a livello nazionale, che è obbligatoria per essere applicata da qualsiasi persona, legale o fisica, nazionale o estera, deve essere di 26.000 (ventiseimila)”». 

«L’interscambio commerciale dell’Albania con il mondo ha registrato una crescita nei primi 11 mesi del 2018, ammontando a 869,8 miliardi di lek (7,056 miliardi di euro). Lo rivelano i dati dell’Istituto albanese delle statistiche (Instat)».

Non manca, inoltre, un percorso storico e architettonico che mostra quanto Tirana e Roma abbiamo legami consolidati nel tempo, che vadano solo rispolverati per tornare a essere quelli di un tempo remoto o quelli degli inizi del ’900. 

Nella prefazione di Sergio Fontana, l’Albania viene indicata come: «Il Paese “delle opportunità”. Opportunità per i suoi cittadini rientrati in Patria dopo aver studiato o avviato un’attività in Italia o in altri Paesi dell’Unione Europea, ma anche per le migliaia di italiani che la stanno scegliendo come meta per vivere, lavorare o studiare, per questioni di costi, certo».

Non mancano le critiche ad un Paese che vive attualmente uno dei momenti più tesi in materia di proteste contro l’elevata corruzione dei suoi più alti funzionari. La prossima manifestazione di massa è prevista per il 16 marzo. La gente è povera e soprattutto il sistema sanitario è molto carente e corrotto. Da nostri fonti ascoltate a Roma, di famiglie emigrate nel Belpaese dall’Albania, assicurarsi un percorso sanitario eccellente è quasi impossibile senza pagare tangenti, e venire in Italia, per curarsi a volte è meno costoso che curarsi in Albania. Nel testo di riferimento non ci sono capitoli dedicato al livello di corruzione e quanto questa influenzi la vita socio politica del paese se non in una breve “ultima ora” introduttiva al testo. Per questo è difficile stabilire se investire in Albania sia così vantaggioso o meno. Di certo c’è che l’Albania negli ultimi anni, grazie anche ai fondi interazioni sta ammodernando il paese, «anche dal punto di vista “strutturale” con una serie di interventi di riqualificazione di cui il rifacimento di piazza Skanderberg è solo l’esempio più evidente. Il nuovo stadio in costruzione nel cuore di Tirana è un gioiello di architettura e innovazione in grado di coniugare la sua destinazione di centro sportivo,  il nuovo Teatro Nazionale, con il suo grande anfiteatro all’aperto, è evidentemente pensato come un naturale scenario per le interconnessioni urbane».  

Tra i nodi da sciogliere, aggiungiamo noi, rispetto a quanto si legge in  Albania Una e 2019, l’impero di Edi Rama, premier e leader del partito socialista che controllano: parlamento, governo, comune di Tirana e gran parte degli enti locali. Questo significa che se questo impero si scioglie e visto il montare delle proteste non è da escludere, chi sostituirà nelle relazioni internazionali Edi Rama?  «Secondo Transparency international, l’Albania è al novantanovesimo posto su 180 per corruzione percepita nella cattiva compagnia di Colombia, Filippine e Tanzania».

Nel frattempo molti italiani hanno scelto di vivere in Albania, e nel testo sono raccontate le loro storie e le loro attività di successo. Tra i vantaggi fiscali non trascurabili vanno annoverati: «Mantenimento dell’aliquota Iva al 20% a cui si aggiungono un tasso ridotto al 6 per cento per chi scommette sull’agriturismo e una ulteriore riduzione dell’Iva al 6 per cento per quanti presentano progetti per la realizzazione di alberghi e resort e poi la riduzione dell’imposta sul profitto, dal 15 al 5%, mentre scende al 6 per cento l’imposta sugli utili per gli investitori nel campo dello sviluppo di software per computer». E ancora:  «L’Albania è una nazione con il Pil in crescita, i dati sulla disoccupazione in calo, gli investimenti esteri in aumento. È una terra piccola, certo, ma viva e vivace. Una scommessa, al tempo stesso la prima e l’ultima per noi italiani».

«L’Italia continua ad essere il primo partner assoluto dell’Albania, con un volume di attività commerciale di 299,2 miliardi di lek (2,42 miliardi di euro), con un’incidenza del 34,4 per cento». 

A credere in Tirana è «la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) che ha stanziato 1,5 milioni di euro per gli investimenti verdi nelle abitazioni in Albania: lo ha annunciato la stessa Banca europea.  Il finanziamento è stato erogato nel quadro del meccanismo di finanziamento per l’economia verde dei Balcani occidentali (Geff), un programma di 85 milioni di euro avviato dalla Banca.  Il finanziamento della Bers sarà concesso a Fondi Besa, il più grande istituto di microfinanza albanese, che offrirà prestiti per 3 milioni di euro a sostegno degli investimenti in tecnologie, materiali e misure di efficienza energetica in abitazioni o edifici residenziali di proprietà private».

Infine per chi preoccupato per le risorse energetiche, annoso problema per le imprese italiane, sappia che: «Nel 2019 sarà completata la realizzazione dei 215 Km della Trans Adriatic Pipeline (TAP), la “colonna dorsale” per l’approvvigionamento di gas naturale, la “colonna dorsale” per l’approvvigionamento di gas naturale) e la trasformazione del sistema energetico albanese. TAP sarà anche l’infrastruttura che consentirà il trasferimento del gas negli altri paesi della Regione, in particolare Macedonia, Kosovo, Serbia.  E inoltre in Albania è prevista l’interconnessione di TAP con la Ionic Adriatic Pipeline (IAP), per il trasporto del gas dalla Croazia attraverso Bosnia e Montenegro. Dunque l’Albania è destinata ad essere l’hub del gas naturale nella Regione». 

Graziella Giangiulio