AL QAEDA. Zawahiri chiede unità per il Jihad globale

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Il leader di Al-Qaeda Ayman al-Zawahiri ha esortato i seguaci di tutto il mondo a unirsi contro «l’alleanza satanica internazionale».

In un messaggio audio-video, non datato, di 28 minuti uscito la settimana scorsa, al-Zawahiri ha dichiarato: «Siamo di fronte all’attacco più violento della storia dei musulmani. I crociati, la Russia atea, la Cina, i rafidi (gli sciiti), i secolaristi e i governanti infidi si sono uniti tutti insieme contro di noi». Il messaggio, pubblicato a meno di un mese dal XVI anniversario dell’11 settembre 2001, è arrivato proprio mentre l’organizzazione terroristica sta subendo una serie di sconfitte in tutto il mondo, ma in particolar modo in Siria, dove i gruppi affiliati vengono distrutti dal governo siriano appoggiato dalla Russia, riporta Voa.

Il Ministero della Difesa russo ha annunciato che i suoi attacchi aerei, nella provincia di Idlib nel nord della Siria, avevano ferito gravemente Abu Mohammed al-Julani, leader del gruppo Tahrir al-Sham collegato ad Al-Qaeda, e ucciso 12 dei suoi comandanti di campo. Fonti social in un secondo momento lo davano addirittura in coma

Al-Qaeda è impegnata in una lotta sanguinosa e mortale con altri gruppi islamisti: la rivalità tra il gruppo e lo Stato islamico, in Siria, ha provocato la morte di migliaia di combattenti da entrambe le parti. «Non c’è via d’uscita se non unire i nostri ranghi per affrontare quest’aggressione», afferma al-Zawahiri nel messaggio «Mettiamo in moto i nostri sforzi, dividiamo i nostri ruoli, distribuiamo le nostre responsabilità e insieme disinneschiamo gli sforzi del nemico».

Al-Zawahiri ha definito i combattimenti tra i gruppi islamisti degli «obiettivi principali dell’America» e dei suoi paesi alleati nel mondo islamico. Ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno lavorato per dividere un movimento jihadista globale unito in gruppi regionali in disaccordo tra loro.

«Questa frammentazione, la rottura dei legami reciproci, questa distanza e divisione fra di noi, è solo il preludio alla sconfitta, se non la stessa sconfitta», ha detto il pediatra egiziano oggi capo di Al Qaeda. 

Tommaso dal Passo