AL QAEDA. Anche i qaedisti minacciano Emirati e Vaticano per le aperture e il dialogo aperto

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C’è stata nei giorni scorsi una impennata nella comunicazione social di Al Qaeda, sollecitata anche dall’attentato di al Shabaab a Mogadiscio, avvenuto nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo. 

Sono stati messi online diversi messaggi di propaganda come: «Alzati o fratello e prendi la chiara strada e segui il messaggero di Allah e i suoi compagni», intendendo il jihad; oppure «La scintilla è stata accesa qui in Somalia, e il suo calore continuerà ad intensificarsi – per il permesso di Allah – fino a quando non brucia i Sionisti – gli eserciti dei Crociati in Palestina». Questo messaggio, ad esempio, è ripetuto ogni volta che c’è un attentato rilevante in Somalia. 

E ancora: «Il mondo intero sa che l’esercito americano, nonostante la sua grande quantità di equipaggiamento è molto debole sul terreno, e che la tattica di base in combattimento è il bombardamento che distrugge tutto e uccide i residenti, per costringere il nemico a rinunciare». Denigrare l’esercito USA e definirlo debole è un vecchio adagio usato anche da ISIS, che nel 2018 ha dato vita ad un video in cui si metteva in luce l’elevata spesa in bombe per colpire lo Stato Islamico. In questo modo sia al Qaeda che ISIS mettono in risalto il valore dei mujahideen. 

Di estremo interesse è invece un commento fatto da Khaled Said Baterfi, saudita, leader di AQAP, attualmente in Yemen, scenario cui il gruppo prende il nome di Ansar al Sharia, dal titolo But What Their Chests Conceal is Far Worse. Il commento dello sceicco Baterfi oltre a denigrare l’atteggiamento del leader degli Emirati Arabi Uniti definito come corrotto e traditore critica il tentativo della Chiesa cattolica che cerca di corrompere i fratelli musulmani e chiama i jihadisti ad attivarsi citando gli Hadith di al Bukari e i testi di Ibn Taymiyyah. La gran parte delle notizia di cronaca qaedista, come attacchi o imboscate, ad esempio,  sono arrivate da Yemen e Somalia. 

Redazione