Al – Jazeera dietro le sbarre

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EGITTO – Il Cairo. 16/05/14. Gli avvocati principali della difesa dei giornalisti di Al – Jazeera in carcere accusati di usare la rete televisiva per danneggiare l’Egitto, si sono ritirati. La notizia ha gettato sconcerto tra i principali sostenitori dei due giornalisti della testata qatarina, accusata di aver sostenuto la Fratellanza nei suoi servizi.

Farag Fathy Mohamed Farhat e Mokhless El – Salhy, i principali sostenitori dei due giornalisti di Al Jazeera (l’australiano Peter Greste e l’egiziano Mohamed Baher) hanno annunciato il 15 maggio di ritirarsi e hanno rimesso il mandato. I due hanno accusato il canale del Qatar di utilizzare questo processo per danneggiare l’Egitto.
«Al Jazeera sta usando i miei clienti. Ho e-mail in cui si dice di non preoccuparsi di loro, ma piuttosto dell’insulto all’Egitto», ha riferito ai giudici il signor Fathy, accusando la televisione satellitare di «fare dichiarazioni» a suo nome mai rilasciate.
Peter Greste, che lavora presso il canale inglese di Al Jazeera si è detto «sconcertato» , affermando di essere messo solo ora a conoscenza «del problema».
In una dichiarazione, un portavoce di Al Jazeera ha detto che «l’avvocato (…) ha messo il canale in una posizione insostenibile (…) Ora abbiamo la migliore rappresentanza legale che lavora in armonia e si dedicata al caso», ha detto senza fornire ulteriori dettagli.
Un terzo giornalista è detenuto da oltre quattro mesi, il regista egiziano-canadese della sede del Cairo, Mohamed Fadel Fahmy. Il suo avvocato, Ibrahim Abdel Wahab, ha riferito che «il procuratore ha tentato di ostacolare» il loro lavoro. «Chiediamo 1,2 milioni di sterline egiziane (circa 123.000 euro ) per ottenere copie delle prove in loro possesso».
In Egitto, sono nove, al momento, i dipendenti di Al Jazeera in carcere e tutti in attesa di giudizio. Altre undici persone sono state denunciate ma sono fuggite e verranno giudicate in contumacia; ulteriori 16 egiziani sono accusati di appartenere ad una «organizzazione terroristica» e quattro stranieri sono in carcere per con l’accusa di «diffusione di notizie false». Il processo è stato aggiornato al 22 maggio. In precedenti udienze, l’accusa aveva prodotto registrazioni non udibili, cercando di dimostrare che i giornalisti avrebbero manipolato le immagini dei loro servizi e che li avrebbero corredati con video non legati al tema dei servizi.
Un’altro giornalista di Al – Jazeera, Abdallah Elshamy , è ancora in attesa di processo. Elshamy è in prigione da nove mesi ed è in sciopero della fame da gennaio; ha detto che ritiene le autorità responsabili per il grave peggioramento della sua salute in un video fatto in carcere e trasmesso il 14 maggio da Al – Jazeera.
La famiglia non aveva avuto sue notizie da diversi giorni; il fratello è riuscito a visitarlosempr dil 14 maggio, scoprendo che il giornalista è detenuto «in isolamento, nel settore di massima sicurezza, nel carcere di Tora» al Cairo.
Amnesty International ha chiesto, il 15 maggio, il suo rilascio «immediato e incondizionato (…) Mettendo il detenuto in sciopero della fame in isolamento anziché in ospedale, le autorità egiziane hanno deliberatamente messo la sua vita e la salute a rischio», ha detto l’Ong.

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