AGRICOLTURA. La Space Economy dell’UE

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Col sostegno di Unione Europea ed Esa, si è svolta a Busalla (Ge) la IV edizione del Festival dello Spazio (3-5 luglio 2020). Tra i principali obiettivi dell’Esa, per uscire dalla crisi da Covid-19, vi è l’incoraggiamento all’investimento pubblico europeo nel settore dello spazio. La sessione dedicata alla “Space Economy” ha consentito uno scambio tra varie industrie, attive nel settore del mare-spazio, che possono farsi veicolo per il suo avanzamento tecnologico. La “democratizzazione” dello spazio sta aprendo le porte allo sviluppo di servizi a valle, offerti da nuove imprese, che innovano utilizzando dati e tecnologie spaziali, generando inedite soluzioni ad attività e servizi terrestri tradizionali. Questa evoluzione è possibile anche grazie alle infrastrutture spaziali che l’Unione Europea e l’Esa hanno realizzato nel corso del tempo – in particolare il sistema Galileo per la navigazione satellitare e la costellazione Copernicus di satelliti per l’osservazione della Terra.

Lo scorso 21 gennaio, la Commissione Europea aveva già stanziato 200 milioni di euro a supporto dell’innovazione nel settore aerospaziale, in partnership con la Banca Europea per gli Investimenti con metà dei fondi destinati al programma per il nuovo lanciatore Ariane 6 e l’altra all’innovazione delle piccole e medie imprese (partendo proprio dall’Italia). La “Space Economy” europea è stimata in 50 miliardi di euro e la ricerca aerospaziale è una delle priorità di Horizon 2020. La “Space Economy” è riconosciuta dallOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) come uno dei principali motori di crescita economica.

L’agricoltura spaziale, inaugurata nel luglio 2006, ha compiuto 14 anni e il Festival dello Spazio, trattando anche di biologia in ambienti non-terrestri, ha illustrato un progetto di coltivazione alternativa a Capo Noli (Sv). L’azienda Ocean Reef sta dando corso ad un esperimento (particolarmente utile per le regioni del mondo in cui la terra coltivabile è scarsa e le aree sottomarine sono invece molto vaste) di coltivazione del basilico sott’acqua. Le caratteristiche fitochimiche del basilico, coltivato in serre sottomarine, sono risultate uguali a quelle del basilico terrestre prodotto in condizioni normali.

I programmi spaziali dell’Unione Europea, oltre a proiettarsi verso un futuro sostenibile, aiutano i cittadini europei a svolgere le attività quotidiane sulla Terra. I satelliti che l’Ue invia in orbita consentono a milioni di persone di comunicare utilizzando le nuove tecnologie, viaggiare via terra, mare e aria e sviluppare nuovi modi per migliorare la salute del pianeta. La politica spaziale dell’UE contribuisce a dare impulso all’occupazione, alla crescita e agli investimenti in Europa; amplia i confini della scienza e della ricerca; rende possibili altre politiche, come sicurezza e difesa, industria e digitale; protegge la Terra poiché i satelliti forniscono dati per tutelare l’ambiente e controllare i cambiamenti climatici e gli eventuali danni all’ecosistema; aiuta l’agricoltura (il tele-rilevamento fornisce dati per i vari sistemi d’informazione geografica (Gis), utilizzati per migliorare le tecniche agricole ed elaborare statistiche a livello nazionale ed europeo); migliora le tecniche di previsione meteorologica, a vantaggio dell’agricoltura, della navigazione e del tempo libero delle persone.

Dotata di sistemi spaziali di livello mondiale già operativi, l’Ue si sta concentrando su come utilizzare al meglio i dati spaziali raccolti, il cui potenziale si estende dal settore pubblico a quello privato. Tra i numerosi benefici, i dati spaziali possono: guidare squadre di soccorso in località colpite da catastrofi naturali; migliorare l’uso del suolo in agricoltura; rendere più sicure le infrastrutture di trasporto ed energetiche. Per il periodo 2014-2020, l’Ue sta investendo oltre 12 miliardi di euro in attività spaziali. Si stima che gli utili sugli investimenti siano elevati: un utile diretto di 3/4 euro per ciascun euro stanziato.

Redazione