Monti, più Europa meno Italia

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ITALIA – Roma. “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, agenda per un impegno comune” è il titolo dell’agenda di chi vuole sostenere Monti, con lui Fini, Futuro e Libertà, Casini e l’Unione di Centro, Scelta Civica e Con Monti per l’Italia. Scorrendo il documento non si parla di IMU né di legge sul conflitto di interesse e non si capisce come mai Monti in presa diretta non parli dell’agenda e dedichi invece tanto tempo all’IMU. Non solo molti dei punti dell’Agenda sono vicini alle posizioni di Grillo altri ai cavalli di battaglia del PD e della sinistra guidata da Damiano.

Tra le novità introdotte dal professore, quello che non sarebbe mai sceso in politica: i criteri di eleggibilità. Un documento corposo che va compilato per poter essere candidato nelle varie liste Monti, in cui vanno dichiarate, la propria fedina penale pulita, partecipazione in società e beni a disposizione. Si tratta una fotografia giuridica economica del candidato tipo. On-line ci sono già i nomi e le liste per Camera e Senato.
Il programma di Monti, ovvero la sua agenda consta in 25 pagine, dove al primo posto c’è: ITALIA, EUROPA. L’Europa comunitaria per Monti deve sostituire nel tempo la sovranità piena degli stati in favore di un’Unione forte dal punto di vista fiscale, bancario, economica e politico istituzionale. Il desiderio del Professore è che l’Italia si faccia promotrice e sostenitrice di questa nuova Europa.

Al secondo punto: LA STRADA PER LA CRESCITA. Secondo Monti l’unico modo per crescere e risanare il debito pubblico: pareggio di bilancio strutturale (art. 81 della costituzione), ridurre lo stock del debito pubblico, dal 2015 ridurre lo stock pari a un ventesimo l’anno fino al raggiungimento dei parametri del patto di stabilità europea del 60% del prodotto interno lordo. Dismissione del patrimonio pubblico. Contemporaneamente il professore parla di riduzione e riequilibrio dei carichi fiscali a partire dal prelievo fiscale complessivo, quello a carico delle imprese e sul lavoro. Nuovi strumenti per misurare la ricchezza oggettiva tale da non causare fughe di capitali, (vedi cattivo esempio Francia). Fisco più semplice seguendo l’indirizzo in materia di delega fiscale, riforma del sistema tributario. Eliminare gli sprechi, valorizzare gli investimenti produttivi. Spending riview per Monti significa “miglior spesa” e non tagli alla spesa. Quella del 2012 ha permesso un taglio di 12 miliardi, ci piacerebbe sapere però come mai il debito pubblico complessivo è aumentato.

Usare meglio i fondi strutturali europei, è un consiglio che Monti dà alle amministrazioni centrali e locali. Punta molto anche sulla semplificazione normativa in materia di edilizia, legge fallimentare, digitalizzazione della PA: questo progetto però, insiste, Monti sarà lento e difficile. Nei primi 100 giorni di governo si lancerà una consultazione identificativa per identificare 100 procedure da eliminare. Migliorare l’efficienza delle amministrazione giudiziaria. Introdurre il principio di trasparenza assoluta della PA «secondo il modello freedom of information Act degli Stati Uniti e del Regno Unito». 

Continuare la stagione delle liberalizzazioni cominciando dalle modifiche a quelle norme che ne impediscono l’attuazione.  Usare la Legge Annuale sulla Concorrenza per rimuovere gli ostacoli che ingessano l’economia. Altro elemento fondamentale per la crescita la rivitalizzazione della vocazione industriale italiana. Continuando sulla strada intrapresa da governo dei Tecnici: riduzione oneri burocratici, tribunali per le imprese, fonti di finanziamento alternative, agevolazioni fiscali per chi investe, riduzione dei ritardi di pagamento dalla PA ai privati. Si può pensare anche ad uno nuovo Fondo per la ristrutturazione industriale, riduzione del costo dell’energia, completare la riforma della giustizia civile, decentramento della contrattazione salariale. Dall’altro lato sotenere start up innovative, quelle di seed  capital.

Guardare ai mercati esteri e cercare gli investimenti esteri diretti, ma non c’è scritto come farlo, si parla di nuova ICE ma non si capisce in cosa è nuova.

Sì alla formazione professionale e alla ricerca. Formazione rivolta anche al mondo della scuola. Puntare alla riduzione dell’abbandono scolastico ora al 18%. Monti per farlo punta su un migliore orientamento scolastico. E assicura con la riduzione del debito pubblico nuove risorse da investire nell’istruzione. Nei prossimi cinque anni il Professore vuole fare piano di investimenti in capitale umano. Mentre per la ricerca punta sull’ANVUR. Sì agli investimenti nella ricerca e innovazione.

Ancora, in primo piano l’agenda digitale per colmare il gap italiano rispetto agli altri Paesi UE. Sfruttare il potenziale dell’economia verde. Dalla gestione dei rifiuti, all’apertura alla produzione dei materiali riciclati – forse a Monti qualcuno dovrebbe spiegare che in Italia è stata introdotta una norma che impedisce di utilizzare in certe produzioni come la pasta prodotti riciclati al 100%.

Nuova straegia nazionale in campo energetico, che dovrebbe riformulare il vecchio piano nazionale che oramai ha vent’anni. Questo, si legge nell’Agenda Monti, per fare dell’Italia un hub energetico nel Mediterraneo.
Previste anche novità nel settore agricolo con incentivazioni per l’agroalimentare, un piano per la gestione integrato delle acque, facilitare l’accesso al credito agricolo. Tutelare il made in italy. Fare una forte politica per il sostegno all’export per le imprese agricole.

Sostegno al turismo puntando sulla bellezza e la cultura. Riformando i centri decisionali del turismo.

Al punto 3, Monti inserisce la “COSTRUZIONE DI UN’ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO dinamica e moderna” che si attuerà attraverso: semplificazione normativa e amministrativa, superamento dualismo tra lavoratori protetti e non, ridurre a un anno al massimo il passaggio da una occupazione ad un’altra. Baricentro della contrattazione collettiva sui luoghi di lavoro. Incrementare i tassi di occupazione giovanile e dei lavoratori anziani. Riorganizzazione del welfare secondo un principio di appropriatezza delle cure, costo/efficacia, riduzione degli sprechi, gestione manageriale basata su una valutazione trasparente dei risultati. Potenziare l’assistenza domiciliare dei pazienti, valorizzare il ruolo del volontariato. Famiglia cuore pulsante della società e sarà al centro delle politiche per lo sviluppo.

4. CAMBIARE MENTALITA’, CAMBIARE COMPORTAMENTI. Riforma della legge elettorale al primo punto, riforma delle Istituzioni, sì al federalismo responsabile e solidale, introdurre la regolamentazione delle attività delle lobby, armonizzare i bilanci pubblici. Informare i contadini sul reale stato delle cose,  italiani che devono essere meno permissivi con la cattiva politica. Tolleranza zero per la corruzione, evasione fiscale e economia sommersa. Va completata la norma anticorruzione, antiriciclaggio, autoriciclaggio. Giustizia, sicurezza, criminalità organizzata e mafie sono nel mirino dell’Agenda Monti. In cui si va all’incandidabilità dei rei, fino alla lotta alla mafia con la prevenzione e una norma sulle intercettazioni più robusta.