AFRICA. Sistemi radaristici USA per le marine militari africane

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di Antonio Albanese STATI UNITI D’AMERICA 18/12/2016. Quasi una decina di paesi africani stanno installando sistemi di radaristica nel settore marittimo, come parte del programma continentale Regional Awareness Maritime Capability, Rmac.

Il programma Rmac permette al dipartimento della Difesa Usa di investire spendere nella formazione e nell’equipaggiamento forze armate straniere per intraprendere operazioni di lotta al terrorismo e di stabilizzazione. Particolare attenzione è stata posta sulle nazioni costiere dell’Africa occidentale e centrale nel diventare autosufficienti nella sicurezza marittima e sicurezza in genere. Il sistema Rmac è integrato nel sistema per la sicurezza marittima e la sicurezza delle informazioni, database globale utilizzato per monitorare le navi in tutto il mondo, riporta Defence Web.

Il sistema Rmac riceve, integra, mostra e registra, distribuisce dati dai sensori e sistemi collegati, tra cui radar marittimi e di sorveglianza aerea, Gps, sistemi d’identificazione automatica, telecamere e similia; il predecessore di Rmac è stato sviluppato per la US Navy / Coast Guard come sistema di gestione del traffico navale nel 1990.

RMAC è stata fondata nel 2007, con conseguente installazione in Nigeria, Gibuti e Kenya; quello in Nigeria è stato installato nell’ottobre 2009 e comprende 13 siti (sei radar, cinque sedi, un impianto di gas naturale liquido e una nave). Attraverso il suo sistema fornisce una sorveglianza H24 dell’ambiente marino fino a 35 miglia nautiche dalla costa.
A partire dal 2015 nuove installazioni sono apparse in Senegal, Benin, Togo, Gabon e Tanzania. Un Centro di condivisione delle informazioni commerciali marittime, Mtisc, è stato istituito in Ghana nel 2015; ad oggi sono in stand by Costa d’Avorio e Sierra Leone; mentre Angola e Camerun stanno studiando il sistema.

Anche le nazioni “minori” come Sao Tome e Principe, hanno anche il sistema Rmac: Sao Tome lo ha acquisito nel 2005 come parte della sua Guardia Costiera, con quattro siti radar, ricevitori collegamenti satellitari; prima del 2005 l’isola non aveva guardia costiera, nel 2008 aveva 85 vascelli che hanno condotto la loro prima esercitazione di salvataggio in mare utilizzando il sistema Rmac; Gibuti ha 16 siti Rmac (sei radar, otto siti con telecamera, un Hq e un sito al US Joint Task Force-Horn of Africa). Qui il sistema Rmac comprende telecamere di sicurezza a distanza, sei sensori e torri di comunicazione con collegamenti a microonde a banda larga per fornire la connettività dei dati in tutto il paese, un sistema di videosorveglianza di sicurezza del porto e sistemi di energia elettrica rinnovabile in sei siti in tutto il paese.
Il Kenya ha cinque siti (quattro radar e un Hq); Il Gabon ha un sito radar e un Hq, il Senegal ha tre siti radar e un Hq, il Benin ha due siti radar e una Hq; il Togo dispone di un sito radar.

Nell’area Mena, il Rmac viene installato in Tunisia su 13 siti. Il progetto Tunisia consentirà a più sensori marittimi di essere integrati in un quadro operativo comune per la marina tunisina. Questa nuova funzionalità permetterà una migliore tracciabilità dei piccoli e grandi vascelli. Con questa soluzione, la marina tunisina sarà in grado di monitorare e rispondere alle minacce marittime immediate o agli incidenti in modo più efficace.