AFRICA. Più Pechino e meno Washington nel Continente Nero

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Per decenni, la presenza della Cina in Africa si è concentrata in gran parte sulle attività economiche, commerciali e di mantenimento della pace. Ora, Pechino sta costruendo la sua presenza nel Continente nero su questo, stabilendo maggiori legami militari per proteggere le proprie risorse nazionali nel continente e acquisire una maggiore influenza geopolitica. L’Esercito di liberazione popolare conduce regolari esercitazioni congiunte in tutta la regione e Pechino è particolarmente attiva in alcuni paesi che ospitano i grandi progetti infrastrutturali cinesi della Belt and Road Initiative.

A Gibuti, dove le aziende cinesi hanno costruito porti e la prima ferrovia elettrica transnazionale dell’Africa, Pechino lo scorso anno ha lanciato ufficialmente la sua prima base militare all’estero, che opera anche come struttura logistica e di intelligence. Molti esperti ora anticipano la presenza di più basi cinesi nei prossimi anni; la Namibia dovrebbe essere tra i primi paesi ospitanti, riporta Cnbc.

Nel frattempo, in Tanzania, dove la China Merchants Holdings International, ente di stato, spera di investire nel mega porto di Bagamoyo, la Cina ha costruito un complesso progettato per addestrare le forze armate locali all’inizio del 2018. E, in occasione del primo forum Cina-Africa sulla difesa e la sicurezza, che si è tenuto il 26 giugno a Pechino, la Cina ha annunciato che fornirà ai paesi africani un “sostegno globale” su questioni quali la pirateria e la lotta al terrorismo, includendo la fornitura di tecnologie, attrezzature, personale e consulenza strategica. Contemporaneamente, gli Stati Uniti hanno intenzione di ridurre le truppe in Africa, fatto bilanciato da rafforzamento della presenza cinese, tendenzialmente dominante, sul continente.

Questo rafforzamento dei legami di difesa comporta anche un incremento della presenza di imprese cinesi in Africa, come ad esempio quelle che fabbricano armi.

La seconda economia mondiale ha a lungo descritto la cooperazione sino-africana come un accordo “vantaggioso per tutti”, win-win, che fornisce alla Cina le risorse naturali e alle economie africane le infrastrutture di cui hanno bisogno. Resta elevato il rischio che simili  fiumi di denaro e infrastrutture si traducano in leva politica.

Luigi Medici