AFRICA. C’è meno cibo per i rifugiati ONU

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In tutta l’Africa, circa due milioni di rifugiati si trovano ad affrontare gravi carenze nell’assistenza alimentare. Secondo un comunicato congiunto della Fao e dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Unhcr.

Le operazioni di assistenza ai rifugiati in 10 paesi africani hanno sperimentato tagli finanziari che incidono sulla quantità e la qualità dell’assistenza alimentare per circa due milioni di rifugiati, per Fao e Unhcr

«Milioni di rifugiati dipendono del cibo distribuito dalla Fao per trattare e prevenire la malnutrizione e rimanere in vita. Ma in Africa le crisi umanitarie potrebbero essere messe in secondo piano rispetto ad altre crisi umanitarie altrove» riporta il servizio stampa Onu.

Le razioni di cibo sono state drasticamente tagliate, in alcuni casi fino al 50 per cento, in operazioni di grandi dimensioni, tra cui quelle in Camerun, Ciad, Kenya, Mauritania, Sud Sudan e Uganda.

I rifugiati in Burkina Faso, Gibuti, Burundi ed Etiopia hanno visto ridursi le razioni e le hanno viste tagliate con alimenti miscelati e arricchiti di micronutrienti per garantire una dieta di qualità adeguata.

«Non possiamo immaginare quanto sia difficile la vita per migliaia di famiglie di profughi senza cibo, a cui è spesso negata la possibilità di lavorare o di provvedere a se stessi in altri modi», ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. «I rifugiati sono estremamente resistenti, ma I tagli alla assistenza alimentare, a volte fino al 50 per cento, stanno avendo un impatto devastante sulla salute e sulla nutrizione di migliaia di famiglie», ha poi detto Grandi.

Il numero di rifugiati in Africa è quasi raddoppiato da 2,6 milioni nel 2011 a quasi cinque milioni nel 2016, riporta il comunicato. Mentre i finanziamenti dei donatori per l’assistenza dei rifugiati è aumentato in questo periodo, non ha tenuto il passo con le esigenze in rapida crescita e come risultato, la risposta umanitaria è significativamente in carenza.

Maddalena Ingrao