Aumentano morti e feriti in Afghanistan

4

AFGHANISTAN – Kabul 06/08/2015. Sono 1.592 i civili afghani uccisi a causa dei conflitti armati e delle guerre nella prima metà del 2015. Sono questi i dati che fuoriescono dalla relazione dell’Unama, pubblicata il 5 agosto.

Il rapporto, Protection of Civilians in Armed Conflict in Afghanistan for 2015, stilato dall’Unità per i diritti umani della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), ha accusato i talebani e gli altri gruppi anti-governativi della maggior parte delle morti .
«Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2015 Unama ha documentato 4.921 vittime civili (1.592 civili morti e 3.329 feriti)», si legge nello studio.
Lo studio Unama ha evidenziato una diminuzione del 6 per cento nelle morti di civili e un aumento del 4 per cento delle lesioni sempre di civili rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
«Queste cifre equivalgono ad un aumento complessivo dell’un per cento delle vittime civili rispetto ai primi sei mesi del 2014, e il più alto numero totale di vittime civili rispetto allo stesso periodo negli anni precedenti», osserva l’analisi.
«Migliaia di civili uccisi e feriti dalla violenza nei primi sei mesi del 2015 dimostrano il continuo fallimento delle parti in conflitto per proteggere i civili dalle distruzioni», osserva il rapporto in cui si esorta il governo afgano e i talebani ad adottare misure adeguate per proteggere la popolazione civile.
Il rapporto ha attribuito il 70 per cento delle vittime nei primi sei mesi ai talebani e altri gruppi di insorti, mentre il 16 per cento sono state attribuite alle forze di sicurezza (15 per cento forze di sicurezza nazionale afgana e dei gruppi armati filo-governativi e 1 per cento alle forze militari internazionali).
Circa il 10 per cento delle vittime civili erano ancora non attribuibili mentre il restante 4 per cento delle vittime sono stati causate da residuati bellici inesplosi, secondo lo studio Onu. Più di 19.360 civili sono stati uccisi e più di 33.000 feriti dal 1° gennaio 2009 al 30 giugno di quest’anno, secondo Unama.