A breve nuovi colloqui tra Kabul e talebani?

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INDIA – Nuova Delhi 04/02/2016. In Afghanistan i colloqui di pace tra governo e i talebani dovrebbero riprendere entro sei mesi, ha annunciato il premier Abdullah Abdullah, aggiungendo che ci sono speranze secondo cui diverse fazioni potrebbero essere pronte a rinunciare alla violenza.

I colloqui tra Kabul e i talebani afgani sono fermi da quando si è saputo che il mullah Mohammad Omar, fondatore e leader del movimento, era morto da due anni, gettando il gruppo nel caos. Abdullah ha detto che la morte di Omar aveva lasciato i talebani profondamente divisi, rendendo complicate le trattative di pace, ma c’era motivo di sperare che i negoziati potessero riprendere: «Ci potrebbero essere gruppi tra i talebani disposti al dialogo e a rinunciare alla violenza», ha detto Abdullah in un’intervista a New Delhi, dove ha incontrato i leader indiani. «Dovrebbe avvenire prima di sei mesi», ha poi aggiunto Abdullah, rifiutando di fornire ulteriori dettagli. I colloqui a quattro, Stati Uniti, Cina, Pakistan e Afghanistan, previsti a Islamabad per il 6 febbraio serviranno a preparare il terreno per i colloqui che il governo del presidente afghano Ashraf Ghani vuole condurre con i talebani. La Cina si sta impegnando visti i riflessi che il conflitto afgano sta avendo nella provincia dello Xinjiang dal Movimenti islamico del Turkestan, che ha combattuto a fianco dei talebani in Afghanistan, ha detto Abdullah. Altrettanto importanti sono i legami di Pechino con il Pakistan, perché questo potrebbe aiutare a convincere i talebani a sedere al tavolo dei negoziati. La leadership dei talebani afghani, ora guidato dal mullah Akhtar Mansour, è da tempo al sicuro in Pakistan da dove ha iniziato una nuova serie di attacchi in territori afgano, nonostante gli sforzi in corso per riprendere i negoziati, nella provincia meridionale di Helmand. A gennaio hanno ribadito la loro richiesta della liberazione dei prigionieri politici come condizione per riprendere i colloqui e hanno anche chiesto di essere tolti dalla lista nera Onu, che impedisce loro gli spostamenti e congela i loro averi. Abdullah ha poi detto di aspettarsi che le forze statunitensi restino in Afghanistan oltre il 2016 in qualche forma per sostenere il governo.