Afghanistan 1979 – Siria 2015?

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ITALIA – Roma 04/10/2015. Il nuovo intervento russo in Siria potrebbe assomigliare a quello sovietico in Afghanistan del 1979.

Al quesito cerca id rispondere un servizio della testata Russia Direct. Per il periodico il confronto con l’Afghanistan è prematuro. «In primo luogo, la portata dell’intervento della Russia nel conflitto siriano non è strettamente definita. Per il momento, la strategia consiste in raid aerei senza operazioni di terra». Se Mosca resterà su questa linea di condotta «è difficile da prevedere, dato che i conflitti armati hanno la propria logica che distrugge anche i piani più accuratamente definiti. Ma fino a quando non vi è nessun esercito in Siria a svolgere il suo “dovere internazionale”, i paralleli con l’Afghanistan sono inadeguati. Come minimo, sono prematuri».
In secondo luogo, «l’Afghanistan nel 1979 è stato un crogiolo della guerra fredda, in cui non solo interessi e coalizioni diverse sui sono scontrati, ma anche due ideologie socio-politiche. La Russia non diffonde più gli ideali comunisti e rivoluzionari in tutto il mondo.
Il suo approccio oggi è più conservatore». Ma in ogni caso l’attenzione oggi è più sul mantenimento dello status quo e sul “congelamento del conflitto”. Solo se questa fase fallisce, come in Georgia nel 2008 e in Crimea nel 2014, avverte il periodico, Mosca si attiva direttamente.
«In terzo luogo, a differenza dell’Unione Sovietica, la Russia moderna non ha le risorse per competere con gli Stati Uniti sulla scena mondiale», i suoi interessi si limitano per lo più al “vicino estero”, cioè l’area degli stati della Comunità degli Stati Indipendenti. Qualsiasi coinvolgimento più lontano, come in Siria, «è dettato da considerazioni di sicurezza, sia interne che nelle sue immediate vicinanze».
Il jihadismo oggi rappresenta una grave minaccia in Asia centrale, in particolare in Tagikistan, fortemente influenzato dalle turbolenze in Afghanistan. Esistono rischi simili nel Caucaso e ancora di più, nelle regioni del Caucaso del Nord della Russia.
La scelta russa è tra due diversi ordini di problemi. Mosca può passivamente attendere che Damasco cada, e che la minacci jihadista si avvicini ai suoi confini, oppure può intervenire preventivamente. Nessuna delle due opzioni è l’ideale; entrambe sono rischiose.